Ci ho pensato su molto. Dal giorno della sconfitta, mi domando "e adesso cosa succede?", "come si reagisce ad una simile disfatta?”, “sinistra unita o ognuno per sé?”. Ho provato anche a capire le ragioni per cui la Sinistra Arcobaleno ha fallito. Devo dire che tali ragioni ancora mi sfuggono. Sicuramente le cause sono molteplici (la questione del voto utile, il tempo limitato per la costruzione di una efficace campagna elettorale, un soggetto politico immaturo che sembrava più un cartello elettorale che un organismo unitario, il rigido atteggiamento conservativo di alcuni esponenti di partito, la scelta del leader, la mancanza di un meccanismo di partecipazione democratica, risposte non convincenti alle richieste degli elettori, proposte programmatiche probabilmente distanti dalle aspettative dei cittadini e – fatemelo dire – un simbolo improbabile), ma qualcosa sembra sottrarsi alla mia comprensione; mi chiedo ancora come sia possibile che la Sinistra non abbia rappresentanza in Parlamento.
Tra i compagni vedo molta agitazione e percepisco una certa ansia rispetto al futuro. Panico da metamorfosi. Costituente socialista, costituente comunista, costituente arcobaleno. Unirsi o tornare alla precedente frammentazione? Cercare di unire l’unibile, dividere il divisibile.
Mi chiedo perché rincorrere con affanno questi obiettivi, certo tutti condivisibili. Prendiamoci un po’ di tempo, facciamo un passo indietro. Torniamo pure ai partiti, ai movimenti, ai luoghi in cui solitamente facciamo politica e da qui ricominciamo a capire quale sia la strada da percorrere. Unitamente però dovrebbe partire presto un tavolo unitario, uno spazio di discussione permanente della Sinistra che veda la partecipazione paritaria di tutti i partiti politici (Sinistra Democratica, Verdi, Comunisti Italiani, Rifondazione Comunista, Sinistra Critica, Partito Comunista dei Lavoratori) e il coinvolgimento di esponenti dei movimenti e delle associazioni. Un coordinamento nazionale che non abbia nessun intento costituente, ma funzione assembleare, di confronto e anche di rappresentanza, che sappia ridare forza a una Sinistra divisa, parcellizzata, e che ha perduto la sua presenza nelle istituzioni. Non so se questa sia una prospettiva possibile, ma di certo è auspicabile.
Credo che saranno poi le manifestazioni, a cui non mancheremo di partecipare, e le prossime elezioni per il Parlamento Europeo nel 2009 (in cui non varrà nessun appello al voto utile) a dirci se una sinistra esiste e che consistenza abbia.
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mercoledì 30 aprile 2008
venerdì 18 aprile 2008
Troppi errori... ma si può ripartire
Intervista al professor Giacomo Marramao, filosofo, direttore scientifico della Fondazione Basso, pubblicata sul sito di Sinistra-Democratica.
"Ci vuole un movimento costituente guidato da un gruppo formato da non più di 15 persone delle quali almeno la metà più uno donne, per una ragione non soltanto numerica, ma simbolica, e di cui gli altri componenti siano tali da azzerare tutte le nomenclature precedenti. Prendere giovani e meno giovani, persone nuove che abbiano anche fatto parte dell’esperienza della Sinistra l’Arcobaleno, ma che siano persone rappresentative di quella che io chiamo la sinistra delle pratiche, la sinistra che ha lavorato a contatto con la società, con i movimenti e le associazioni. Io ho l’impressione che non sia stato fatto un lavoro serio sul territorio, soprattutto al Nord. Persone che lavorano nei diversi settori: l’associazionismo, il mondo delle professioni, che lavorino nell’ambito del sindacato e dei rapporti con i lavoratori, che siano legati al mondo operaio e artigiano. Un gruppo che operi come una sorta di Comitato di salute pubblica che organizzi un movimento costituente e inneschi un processo costituente della Sinistra. Questa è una fase essenziale e per me questa sarebbe la soluzione ideale".
Per leggere l'intervista completa CLICCA QUI
"Ci vuole un movimento costituente guidato da un gruppo formato da non più di 15 persone delle quali almeno la metà più uno donne, per una ragione non soltanto numerica, ma simbolica, e di cui gli altri componenti siano tali da azzerare tutte le nomenclature precedenti. Prendere giovani e meno giovani, persone nuove che abbiano anche fatto parte dell’esperienza della Sinistra l’Arcobaleno, ma che siano persone rappresentative di quella che io chiamo la sinistra delle pratiche, la sinistra che ha lavorato a contatto con la società, con i movimenti e le associazioni. Io ho l’impressione che non sia stato fatto un lavoro serio sul territorio, soprattutto al Nord. Persone che lavorano nei diversi settori: l’associazionismo, il mondo delle professioni, che lavorino nell’ambito del sindacato e dei rapporti con i lavoratori, che siano legati al mondo operaio e artigiano. Un gruppo che operi come una sorta di Comitato di salute pubblica che organizzi un movimento costituente e inneschi un processo costituente della Sinistra. Questa è una fase essenziale e per me questa sarebbe la soluzione ideale".
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giovedì 27 marzo 2008
domenica 9 marzo 2008
Il voto “utile” per la Sinistra Arcobaleno
di Claudio Baccianti - Megachip
Se sei tra quelli che vorrebbero votare la Sinistra arcobaleno ma pensano di sacrificarsi con un voto “utile” al Partito Democratico, allora è importante che tu legga questo articolo. Con questa legge elettorale non esiste “voto utile” che possa tenere Berlusconi lontano dal Governo della Repubblica Italiana. Non solo: per come è fatto il “Porcellum”, votare la Sinistra Arcobaleno in alcune regioni sottrae senatori al Popolo delle Libertà.
I possibili esiti delle elezioni di aprile sono due: il Popolo delle Libertà vincerà in entrambe le camere, oppure ci sarà un pareggio perché al Senato mancherà una chiara maggioranza. Come insegna l’esperienza di Prodi, per governare non basta il premio di maggioranza alla Camera dei Deputati.
Riflettiamo un attimo sulla prima ipotesi. Il PD ha voluto “correre da solo” ed è partito con un abisso di voti che lo dividevano da Berlusconi. In queste settimane ha recuperato, ma i sondaggi sembrano confermare un distacco ancora molto ampio che difficilmente potrà essere colmato. Allora, visto che chi vince si prende il premio di maggioranza del 55 % e gli altri si spartiscono il resto, perché tapparsi il naso e dare i propri voti al Partito Democratico? Il PD si rafforzerebbe a scapito della Sinistra Arcobaleno e ciò sarebbe una beffa per chi ha fatto un “sacrificio” per cercare di salvare l’Italia da Berlusconi.
Passiamo all’altro esito possibile: il pareggio. Sul Sole 24 Ore del 26/02/2008 e del 02/03/2008 il professore Roberto D’Alimonte ha pubblicato due articoli nei quali spiega che, cifre alla mano, c’è una significativa probabilità che venga fuori un “Senato zoppo”. Scrive: “ In sintesi, la presenza di diverse liste fuori dai due poli principali, Pd-Idv e Pdl-Lega, cambia la natura della competizione mettendo ancor più a rischio il conseguimento di una vera maggioranza al Senato ”. Questo accade perché “ il risultato finale non dipende solo da quante regioni si vincono ma anche da come si perde nelle regioni in cui vincono gli altri ”. Berlusconi e Veltroni lo sanno e per questo un giorno si e uno no parlano di possibili larghe intese o grandi coalizioni dopo il voto. Ciò accadrebbe anche se il PD non riuscisse a guadagnare altri voti dagli indecisi e dipende dal fatto che il Pdl non ha più con sé il centro (UDC e Rosa Bianca).
D’Alimonte aggiunge che “ il vero rischio per il Cavaliere viene paradossalmente dalla Sinistra Arcobaleno ”, perché dove vincerà il PD il Popolo delle Libertà dovrà spartirsi il rimanente 45% dei seggi con la Sinistra e le altre forze che supereranno lo sbarramento. Quindi è anche importante che la Sinistra Arcobaleno superi la soglia dell’ 8% al Senato!
Ho sentito molti che sono indecisi tra ascoltare il cuore , e votare a sinistra, o la testa , votando il PD per fermare Berlusconi. Alcuni hanno cercato di convincere queste persone con altri argomenti, in questo articolo ci provo con freddi ragionamenti di meccanica elettorale. Ritengo però che quest’altre argomentazioni a favore del voto a sinistra siano altrettanto valide, come l’importanza della sopravvivenza della sinistra e la possibilità che un Arcobaleno forte possa influenzare le posizioni del PD (come sta avvenendo in Germania) o frenare eventuali “inciuci”. Se si mettono insieme tutti questi vari argomenti, non rimane alcun motivo per un “voto utile” al Partito Democratico: si può votare Sinistra Arcobaleno anche ascoltando la testa.
***
Aggiungo un breve riassunto dei dati regionali relativi alle poltiche del 2006 al Senato, considerando la somma tra Rifondazione e Insieme con l'Unione (Verdi e Comunisti Italiani). Sinistra Democratica ancora non era presente.
In verde le regioni in cui lo sbarramento dell'8% dovrebbe essere facilmente raggiungibile, arancioni quelle in bilico, in rosso quelle critiche.
Piemonte 12,5
Lombardia 11,7
Veneto 8,7
Friuli Venezia Giulia 10,0
Liguria 13,1
Emilia Romagna 12,9
Toscana 16,0
Umbria 14,8
Marche 13,0
Lazio 13,0
Abruzzo 10,9
Molise 7,6
Campania 10,4
Puglia 9,4
Basilicata 11,3
Calabria 11,3
Sicilia 7,8
Sardegna 12,6
Se sei tra quelli che vorrebbero votare la Sinistra arcobaleno ma pensano di sacrificarsi con un voto “utile” al Partito Democratico, allora è importante che tu legga questo articolo. Con questa legge elettorale non esiste “voto utile” che possa tenere Berlusconi lontano dal Governo della Repubblica Italiana. Non solo: per come è fatto il “Porcellum”, votare la Sinistra Arcobaleno in alcune regioni sottrae senatori al Popolo delle Libertà.
I possibili esiti delle elezioni di aprile sono due: il Popolo delle Libertà vincerà in entrambe le camere, oppure ci sarà un pareggio perché al Senato mancherà una chiara maggioranza. Come insegna l’esperienza di Prodi, per governare non basta il premio di maggioranza alla Camera dei Deputati.
Riflettiamo un attimo sulla prima ipotesi. Il PD ha voluto “correre da solo” ed è partito con un abisso di voti che lo dividevano da Berlusconi. In queste settimane ha recuperato, ma i sondaggi sembrano confermare un distacco ancora molto ampio che difficilmente potrà essere colmato. Allora, visto che chi vince si prende il premio di maggioranza del 55 % e gli altri si spartiscono il resto, perché tapparsi il naso e dare i propri voti al Partito Democratico? Il PD si rafforzerebbe a scapito della Sinistra Arcobaleno e ciò sarebbe una beffa per chi ha fatto un “sacrificio” per cercare di salvare l’Italia da Berlusconi.
Passiamo all’altro esito possibile: il pareggio. Sul Sole 24 Ore del 26/02/2008 e del 02/03/2008 il professore Roberto D’Alimonte ha pubblicato due articoli nei quali spiega che, cifre alla mano, c’è una significativa probabilità che venga fuori un “Senato zoppo”. Scrive: “ In sintesi, la presenza di diverse liste fuori dai due poli principali, Pd-Idv e Pdl-Lega, cambia la natura della competizione mettendo ancor più a rischio il conseguimento di una vera maggioranza al Senato ”. Questo accade perché “ il risultato finale non dipende solo da quante regioni si vincono ma anche da come si perde nelle regioni in cui vincono gli altri ”. Berlusconi e Veltroni lo sanno e per questo un giorno si e uno no parlano di possibili larghe intese o grandi coalizioni dopo il voto. Ciò accadrebbe anche se il PD non riuscisse a guadagnare altri voti dagli indecisi e dipende dal fatto che il Pdl non ha più con sé il centro (UDC e Rosa Bianca).
D’Alimonte aggiunge che “ il vero rischio per il Cavaliere viene paradossalmente dalla Sinistra Arcobaleno ”, perché dove vincerà il PD il Popolo delle Libertà dovrà spartirsi il rimanente 45% dei seggi con la Sinistra e le altre forze che supereranno lo sbarramento. Quindi è anche importante che la Sinistra Arcobaleno superi la soglia dell’ 8% al Senato!
Ho sentito molti che sono indecisi tra ascoltare il cuore , e votare a sinistra, o la testa , votando il PD per fermare Berlusconi. Alcuni hanno cercato di convincere queste persone con altri argomenti, in questo articolo ci provo con freddi ragionamenti di meccanica elettorale. Ritengo però che quest’altre argomentazioni a favore del voto a sinistra siano altrettanto valide, come l’importanza della sopravvivenza della sinistra e la possibilità che un Arcobaleno forte possa influenzare le posizioni del PD (come sta avvenendo in Germania) o frenare eventuali “inciuci”. Se si mettono insieme tutti questi vari argomenti, non rimane alcun motivo per un “voto utile” al Partito Democratico: si può votare Sinistra Arcobaleno anche ascoltando la testa.
***
Aggiungo un breve riassunto dei dati regionali relativi alle poltiche del 2006 al Senato, considerando la somma tra Rifondazione e Insieme con l'Unione (Verdi e Comunisti Italiani). Sinistra Democratica ancora non era presente.
In verde le regioni in cui lo sbarramento dell'8% dovrebbe essere facilmente raggiungibile, arancioni quelle in bilico, in rosso quelle critiche.
Piemonte 12,5
Lombardia 11,7
Veneto 8,7
Friuli Venezia Giulia 10,0
Liguria 13,1
Emilia Romagna 12,9
Toscana 16,0
Umbria 14,8
Marche 13,0
Lazio 13,0
Abruzzo 10,9
Molise 7,6
Campania 10,4
Puglia 9,4
Basilicata 11,3
Calabria 11,3
Sicilia 7,8
Sardegna 12,6
Mussi: Il duopolio è già iniziato e il Pd vuol cancellare la Sinistra
Da "La Repubblica" del 1 marzo 2008. Un intervista di Claudia Fusani al Ministro Fabio Mussi, fondatore di Sinistra Democratica
“Non mi scandalizzano le candidature in sé. Ma le candidature più le idee che l’accompagnano: per esempio quella che l’imprenditore e l’operaio sono entrambi lavoratori. E’ vero che l’imprenditore è un lavoratore, ma non è vero il contrario, perché di mezzo c’è il piccolo dettaglio che si chiama il capitale” [Fabio Mussi]
Ministro, come va?
“Sto bene, i due reni nuovi funzionano… Ne approfitto, a 18 giorni dall’intervento chirurgico, per ringraziare di cuore i tanti - compagni, amici e anche avversari politici - da cui ho ricevuto un fiume di messaggi. Quella che sto vivendo è un’esperienza importante. Ho sperimentato qui a Bergamo il valore della scienza italiana e i livelli di qualità raggiunti dal sistema sanitario pubblico. E’ emozionante ricevere, da uno sconosciuto che ha terminato la sua vita, organi che consentono di allungare la tua. E’ un grandissimo atto di altruismo. In futuro testimonierò sempre a favore della cultura della donazione”.
Veltroni l’ha salutata dal palco dell’Assemblea Costituente del Pd, la platea del padiglione 4 del Palafiera di Roma si è alzata in piedi. Qualche rimpianto? Rifarebbe tutto?
“Me l’hanno detto, e mi ha fatto piacere. Se si passano quarant’anni insieme, non ci si può sentire degli estranei. Ma le scelte politiche sono scelte politiche. Non ho rimpianti, e rifarei tutto. Non mi dispiace che al Congresso di Firenze la separazione sia avvenuta senza che volassero stracci: un episodio di civiltà politica in verità piuttosto raro”.
Come trascorre queste giornate di convalescenza?
“Terapie in ospedale, una montagna di medicinali, qualche passeggiata con mia moglie Luana. Poi libri, tv, giornali, telefono, internet”.
Primo scorcio di campagna elettorale. Qualcosa l’ha fatta arrabbiare?
“Il coro. L’inaudito corteo dei media, con cimbali, trombe e pifferi a cantare compatti le lodi di Pd e Pdl. Non si è ancora formato il duopolio e i mezzi di comunicazione sembrano già in monopolio…”.
C’è davvero un rischio duopolio?
“Ho visto una mobilitazione senza precedenti per ridurre a due il sistema politico italiano. Naturalmente non due partiti, ma due aggregati. Da una parte il Pdl di Berlusconi, Fini piu Mussolini, Dini e merci varie, collegate a Lega Nord e Lega Sud. Dall’altra il Pd con dentro i radicali e il tutto collegato con Di Pietro. Gli uni e gli altri intenzionati a fare terra bruciata. Questo è uno schema che non ha eguali in Europa e che provocherebbe un’amputazione della democrazia. Tanto più che in assenza di altre opzioni i due blocchi tenderebbero inesorabilmente a convergere, sul piano politico, culturale, e programmatico. I segni non mancano”.
E’ come se Veltroni e Berlusconi avessero realizzato per via extraparlamentare quella riforma bipolare su cui avevano trovato l’accordo prima di Natale.
“La novità non è il bipolarismo, quello c’era già. La novità è il duopolio. E, com’è avvenuto con le televisioni, temo che il duopolio porti inesorabilmente al trash…”.
Il Pd non ha voluto voi ma imbarca Di Pietro e i Radicali. Perché?
“Perché le affermazioni “andiamo da soli” e “il programma non è trattabile”, erano una bufala. L’obiettivo vero è cancellare la sinistra. Fondamentale è farla fallire”.
Veltroni vi accusa di essere “conservatori.
“Una boutade. Qualche volta ci accusano di essere conservatori, qualche volta estremisti”.
Siete estremisti?“Sull’estremismo farei una riflessione: io per esempio trovo piuttosto estremista che una parte grande delle nuove generazioni sia destinata a passare decenni in lavori precari con salari da fame. Trovo moderato che dopo un certo periodo il lavoro e la vita escano dalla precarietà. Trovo estremista che l’Italia sia settima al mondo per spese militari (4° per spese militari pro-capite e 32° per spese in Università e ricerca scientifica). Trovo moderato che si scenda da una parte e si salga dall’altra. Potrei continuare a lungo…”.
Nelle prossime settimane userete fair play con gli ex cugini Ds ora nel Pd?
“Per la verità gli schiaffi li abbiamo già ricevuti da loro: prima una totale chiusura, non dico ad un’intesa ma a un confronto programmatico. Poi una campagna mistificatoria sul “voto utile”. Infine addirittura qualche appello del tipo “votate Pd o Pdl”.
Ha molto da rimproverare?
“Una cosa mi ha parecchio colpito: il Pd, nell’ultima legislatura, ha avuto nelle proprie file 18 ministri su 25, il Presidente del Consiglio, due vicepresidenti, tutti i ministeri chiave, i due gruppi parlamentari più grandi e non si è assunto alcuna responsabilità per i risultati del Governo Prodi, tentando di scaricare tutto sugli alleati (per la verità non tutti, visto che Di Pietro che ha rappresentato uno dei maggiori fattori di instabilità del governo, ha la lista collegata col Pd). Questo non è decoroso. Ogni volta che la Sinistra ha provato a fare qualcosa di più, sui salari, sul precariato, sui diritti civili, sulla ricerca, ha trovato nel Pd un muro. Perché ora dovrebbero essere credibili i mirabolanti annunci?”.
Ieri la Sinistra-L’Arcobaleno, il soggetto unico a sinistra del Pd su cui lei ha tanto investito, ha presentato il suo programma. Parola d’ordine: “Fai una scelta di parte”. Crede veramente che il paese abbia voglia di fare una scelta di parte? Di sentirsi e quindi di definirsi di destra o di sinistra?
“Ma lei ha chiaro qual è l’etimologia della parola “partito”?”.
Vuol dire “di parte”.“Viene esattamente da “parte”. In una democrazia matura nessun soggetto rappresenta il tutto. E’ una patologia che qualcuno lo pensi. Quanto alla distinzione in “destra” e “sinistra”, si tratta di una delle cose politicamente sensate che valgono da un paio di secoli e che non sono tramontate. Sostituirle con categorie insignificanti - tipo vecchio/nuovo , moderno/antico - è un’autentica truffa. Può dar luogo anche a rappresentazioni suggestive, ma dice poco o niente della vita e del mondo reale”.
Quali sono i punti forti di questo programma su cui punterete?
“Rimessa in valore del lavoro umano e dell’ambiente naturale. Libertà delle persone, il che comporta difesa integrale della laicità dello stato. Lotta senza quartiere contro la corruzione e le mafie. Disarmo e strategie di pace e di cooperazione internazionale”.
Parlate anche di lotta alla precarietà e aumento delle retribuzioni. Con quale copertura finanziaria pensate di farlo considerando che la congiuntura economica internazionale è e sarà pessima?
“Scusi ma lei fa a me questa obiezione?! Qualcuno ha fatto un qualche studio sui dodici punti da trasformare in leggi annunciati dal Partito Democratico? Io mi sono fatto fare una ragionevole stima: trattasi, a occhio e croce, di 40 miliardi di euro di nuove spese, e di realistici risparmi di 4 miliardi di euro”.
Quindi è impossibile?
“Forse, quando si parla di risorse occorrerebbe non trascurare il punto essenziale: la disuguaglianza. L’Italia, come dimostrano tutti gli indicatori, è diventato negli anni uno dei paesi più diseguali del mondo. Il 10% delle famiglie possiede il 45% della ricchezza. E’ cresciuta l’area della povertà assoluta e relativa, i salari sono precipitati agli ultimi posti in Europa, sono precipitate le condizioni di vita di una parte grande delle classi medie. Bisogna intervenire”.
Come?“Con politiche redistributive forti per ridurre la disuguaglianza, e per ritornare dall’attuale “repubblica fondata sulle rendite” alla “repubblica fondata sul lavoro” “.
Veltroni ha definito il Pd “il partito del lavoro”: ha candidato il numero 1 della Confindustria giovani e l’operaio sopravvissuto della Thyssen-krupp. L’economista Ichino e l’impiegata di un call center.
“Non mi scandalizzano le candidature in sé. Ma le candidature più le idee che l’accompagnano: per esempio quella che l’imprenditore e l’operaio sono entrambi lavoratori. E’ vero che l’imprenditore è un lavoratore, ma non è vero il contrario, perché di mezzo c’è il piccolo dettaglio che si chiama il capitale”.
Intende il plusvalore?
“I dati sono noti: il lavoro operaio e dipendente è numericamente cresciuto, ma un’enorme quota di ricchezza prodotta si è spostata dai salari ai profitti e alle rendite. Siamo tornati ad una quota del Pil destinata ai salari pari a quella della fine degli anni cinquanta, prima del boom”.
Gli imprenditori non hanno investito in innovazione e ricerca?
“Assolutamente no. Le imprese italiane su questo punto sono molto indietro a quelle europee. Una parte grande di questo fiume di soldi è andato ad alimentare quello che Ricardo, uno dei padri dell’economia classica inglese, chiamava “consumo signorile”.
Anche a sinistra c’è chi ha la barca…
“Non intendo solo una barca. Parlo di automobili, gioielli, case di lusso, prostitute… se non si spezza questo diabolico meccanismo l’Italia è perduta”.
Il Pd si è disfatto del fardello comunismo ma gli scoppia in casa la questione laica. Come finisce tra Binetti e Bonino?
“E chi lo sa! So che la Bonino è a favore dell’abrogazione del Concordato, è contro la legge 40, è a favore dell’eutanasia. Non sarà facile”.
Ha visto: Veltroni definisce quelle della Chiesa su temi come la famiglia “sollecitazioni e non ingerenze”. Cosa ne pensa?
“Naturalmente definire quelle della Chiesa attuale “sollecitazioni” è un discreto eufemismo. Io sono a favore della più totale libertà religiosa e del più incondizionato diritto alla parola della Chiesa, come mi pare di aver dimostrato nel caso della visita del Papa alla Sapienza. Guai però a dimenticare che i diritti della chiesa nella repubblica italiana si esercitano nel quadro dell’articolo 7 della Costituzione. E oggi mi pare che siamo davvero all’ingerenza, nella politica e nel processo di formazione delle leggi”.
Veltroni in bus Berlusconi in camper, voi?
“Noi a piedi. On the road”.
Ha mai pensato che Nichi Vendola, il governatore della Puglia, potesse essere un candidato più a sorpresa e quindi più vincente rispetto a Bertinotti?
“Bertinotti è una forte personalità e sta facendo benissimo. Nichi Vendola avrà un grande peso nella costruzione della sinistra unita”.
Tra voi e il Pd è un divorzio per sempre?
“No, in futuro spero un’alleanza. Ma questo comporta ora una competizione”.
Qualcuno sta rinunciando a Sinistra democratica per cercare qualche posto nel Pd. Cosa dice a Olga Di Serio, a Crucianelli, a Nerozzi e a chi l’ha lasciata?
“Che meditino sulle cose dette e scritte da loro medesimi in tutti questi anni, almeno dal Congresso di Pesaro dei Ds del 2001″.
Me lo consenta alla fine dell’intervista: ha sentito D’Alema in questi giorni?
“Sì, mi ha chiamato. Abbiamo parlato del trapianto. Mi ha fatto molto piacere”.
“Non mi scandalizzano le candidature in sé. Ma le candidature più le idee che l’accompagnano: per esempio quella che l’imprenditore e l’operaio sono entrambi lavoratori. E’ vero che l’imprenditore è un lavoratore, ma non è vero il contrario, perché di mezzo c’è il piccolo dettaglio che si chiama il capitale” [Fabio Mussi]
Ministro, come va?
“Sto bene, i due reni nuovi funzionano… Ne approfitto, a 18 giorni dall’intervento chirurgico, per ringraziare di cuore i tanti - compagni, amici e anche avversari politici - da cui ho ricevuto un fiume di messaggi. Quella che sto vivendo è un’esperienza importante. Ho sperimentato qui a Bergamo il valore della scienza italiana e i livelli di qualità raggiunti dal sistema sanitario pubblico. E’ emozionante ricevere, da uno sconosciuto che ha terminato la sua vita, organi che consentono di allungare la tua. E’ un grandissimo atto di altruismo. In futuro testimonierò sempre a favore della cultura della donazione”.
Veltroni l’ha salutata dal palco dell’Assemblea Costituente del Pd, la platea del padiglione 4 del Palafiera di Roma si è alzata in piedi. Qualche rimpianto? Rifarebbe tutto?
“Me l’hanno detto, e mi ha fatto piacere. Se si passano quarant’anni insieme, non ci si può sentire degli estranei. Ma le scelte politiche sono scelte politiche. Non ho rimpianti, e rifarei tutto. Non mi dispiace che al Congresso di Firenze la separazione sia avvenuta senza che volassero stracci: un episodio di civiltà politica in verità piuttosto raro”.
Come trascorre queste giornate di convalescenza?
“Terapie in ospedale, una montagna di medicinali, qualche passeggiata con mia moglie Luana. Poi libri, tv, giornali, telefono, internet”.
Primo scorcio di campagna elettorale. Qualcosa l’ha fatta arrabbiare?
“Il coro. L’inaudito corteo dei media, con cimbali, trombe e pifferi a cantare compatti le lodi di Pd e Pdl. Non si è ancora formato il duopolio e i mezzi di comunicazione sembrano già in monopolio…”.
C’è davvero un rischio duopolio?
“Ho visto una mobilitazione senza precedenti per ridurre a due il sistema politico italiano. Naturalmente non due partiti, ma due aggregati. Da una parte il Pdl di Berlusconi, Fini piu Mussolini, Dini e merci varie, collegate a Lega Nord e Lega Sud. Dall’altra il Pd con dentro i radicali e il tutto collegato con Di Pietro. Gli uni e gli altri intenzionati a fare terra bruciata. Questo è uno schema che non ha eguali in Europa e che provocherebbe un’amputazione della democrazia. Tanto più che in assenza di altre opzioni i due blocchi tenderebbero inesorabilmente a convergere, sul piano politico, culturale, e programmatico. I segni non mancano”.
E’ come se Veltroni e Berlusconi avessero realizzato per via extraparlamentare quella riforma bipolare su cui avevano trovato l’accordo prima di Natale.
“La novità non è il bipolarismo, quello c’era già. La novità è il duopolio. E, com’è avvenuto con le televisioni, temo che il duopolio porti inesorabilmente al trash…”.
Il Pd non ha voluto voi ma imbarca Di Pietro e i Radicali. Perché?
“Perché le affermazioni “andiamo da soli” e “il programma non è trattabile”, erano una bufala. L’obiettivo vero è cancellare la sinistra. Fondamentale è farla fallire”.
Veltroni vi accusa di essere “conservatori.
“Una boutade. Qualche volta ci accusano di essere conservatori, qualche volta estremisti”.
Siete estremisti?“Sull’estremismo farei una riflessione: io per esempio trovo piuttosto estremista che una parte grande delle nuove generazioni sia destinata a passare decenni in lavori precari con salari da fame. Trovo moderato che dopo un certo periodo il lavoro e la vita escano dalla precarietà. Trovo estremista che l’Italia sia settima al mondo per spese militari (4° per spese militari pro-capite e 32° per spese in Università e ricerca scientifica). Trovo moderato che si scenda da una parte e si salga dall’altra. Potrei continuare a lungo…”.
Nelle prossime settimane userete fair play con gli ex cugini Ds ora nel Pd?
“Per la verità gli schiaffi li abbiamo già ricevuti da loro: prima una totale chiusura, non dico ad un’intesa ma a un confronto programmatico. Poi una campagna mistificatoria sul “voto utile”. Infine addirittura qualche appello del tipo “votate Pd o Pdl”.
Ha molto da rimproverare?
“Una cosa mi ha parecchio colpito: il Pd, nell’ultima legislatura, ha avuto nelle proprie file 18 ministri su 25, il Presidente del Consiglio, due vicepresidenti, tutti i ministeri chiave, i due gruppi parlamentari più grandi e non si è assunto alcuna responsabilità per i risultati del Governo Prodi, tentando di scaricare tutto sugli alleati (per la verità non tutti, visto che Di Pietro che ha rappresentato uno dei maggiori fattori di instabilità del governo, ha la lista collegata col Pd). Questo non è decoroso. Ogni volta che la Sinistra ha provato a fare qualcosa di più, sui salari, sul precariato, sui diritti civili, sulla ricerca, ha trovato nel Pd un muro. Perché ora dovrebbero essere credibili i mirabolanti annunci?”.
Ieri la Sinistra-L’Arcobaleno, il soggetto unico a sinistra del Pd su cui lei ha tanto investito, ha presentato il suo programma. Parola d’ordine: “Fai una scelta di parte”. Crede veramente che il paese abbia voglia di fare una scelta di parte? Di sentirsi e quindi di definirsi di destra o di sinistra?
“Ma lei ha chiaro qual è l’etimologia della parola “partito”?”.
Vuol dire “di parte”.“Viene esattamente da “parte”. In una democrazia matura nessun soggetto rappresenta il tutto. E’ una patologia che qualcuno lo pensi. Quanto alla distinzione in “destra” e “sinistra”, si tratta di una delle cose politicamente sensate che valgono da un paio di secoli e che non sono tramontate. Sostituirle con categorie insignificanti - tipo vecchio/nuovo , moderno/antico - è un’autentica truffa. Può dar luogo anche a rappresentazioni suggestive, ma dice poco o niente della vita e del mondo reale”.
Quali sono i punti forti di questo programma su cui punterete?
“Rimessa in valore del lavoro umano e dell’ambiente naturale. Libertà delle persone, il che comporta difesa integrale della laicità dello stato. Lotta senza quartiere contro la corruzione e le mafie. Disarmo e strategie di pace e di cooperazione internazionale”.
Parlate anche di lotta alla precarietà e aumento delle retribuzioni. Con quale copertura finanziaria pensate di farlo considerando che la congiuntura economica internazionale è e sarà pessima?
“Scusi ma lei fa a me questa obiezione?! Qualcuno ha fatto un qualche studio sui dodici punti da trasformare in leggi annunciati dal Partito Democratico? Io mi sono fatto fare una ragionevole stima: trattasi, a occhio e croce, di 40 miliardi di euro di nuove spese, e di realistici risparmi di 4 miliardi di euro”.
Quindi è impossibile?
“Forse, quando si parla di risorse occorrerebbe non trascurare il punto essenziale: la disuguaglianza. L’Italia, come dimostrano tutti gli indicatori, è diventato negli anni uno dei paesi più diseguali del mondo. Il 10% delle famiglie possiede il 45% della ricchezza. E’ cresciuta l’area della povertà assoluta e relativa, i salari sono precipitati agli ultimi posti in Europa, sono precipitate le condizioni di vita di una parte grande delle classi medie. Bisogna intervenire”.
Come?“Con politiche redistributive forti per ridurre la disuguaglianza, e per ritornare dall’attuale “repubblica fondata sulle rendite” alla “repubblica fondata sul lavoro” “.
Veltroni ha definito il Pd “il partito del lavoro”: ha candidato il numero 1 della Confindustria giovani e l’operaio sopravvissuto della Thyssen-krupp. L’economista Ichino e l’impiegata di un call center.
“Non mi scandalizzano le candidature in sé. Ma le candidature più le idee che l’accompagnano: per esempio quella che l’imprenditore e l’operaio sono entrambi lavoratori. E’ vero che l’imprenditore è un lavoratore, ma non è vero il contrario, perché di mezzo c’è il piccolo dettaglio che si chiama il capitale”.
Intende il plusvalore?
“I dati sono noti: il lavoro operaio e dipendente è numericamente cresciuto, ma un’enorme quota di ricchezza prodotta si è spostata dai salari ai profitti e alle rendite. Siamo tornati ad una quota del Pil destinata ai salari pari a quella della fine degli anni cinquanta, prima del boom”.
Gli imprenditori non hanno investito in innovazione e ricerca?
“Assolutamente no. Le imprese italiane su questo punto sono molto indietro a quelle europee. Una parte grande di questo fiume di soldi è andato ad alimentare quello che Ricardo, uno dei padri dell’economia classica inglese, chiamava “consumo signorile”.
Anche a sinistra c’è chi ha la barca…
“Non intendo solo una barca. Parlo di automobili, gioielli, case di lusso, prostitute… se non si spezza questo diabolico meccanismo l’Italia è perduta”.
Il Pd si è disfatto del fardello comunismo ma gli scoppia in casa la questione laica. Come finisce tra Binetti e Bonino?
“E chi lo sa! So che la Bonino è a favore dell’abrogazione del Concordato, è contro la legge 40, è a favore dell’eutanasia. Non sarà facile”.
Ha visto: Veltroni definisce quelle della Chiesa su temi come la famiglia “sollecitazioni e non ingerenze”. Cosa ne pensa?
“Naturalmente definire quelle della Chiesa attuale “sollecitazioni” è un discreto eufemismo. Io sono a favore della più totale libertà religiosa e del più incondizionato diritto alla parola della Chiesa, come mi pare di aver dimostrato nel caso della visita del Papa alla Sapienza. Guai però a dimenticare che i diritti della chiesa nella repubblica italiana si esercitano nel quadro dell’articolo 7 della Costituzione. E oggi mi pare che siamo davvero all’ingerenza, nella politica e nel processo di formazione delle leggi”.
Veltroni in bus Berlusconi in camper, voi?
“Noi a piedi. On the road”.
Ha mai pensato che Nichi Vendola, il governatore della Puglia, potesse essere un candidato più a sorpresa e quindi più vincente rispetto a Bertinotti?
“Bertinotti è una forte personalità e sta facendo benissimo. Nichi Vendola avrà un grande peso nella costruzione della sinistra unita”.
Tra voi e il Pd è un divorzio per sempre?
“No, in futuro spero un’alleanza. Ma questo comporta ora una competizione”.
Qualcuno sta rinunciando a Sinistra democratica per cercare qualche posto nel Pd. Cosa dice a Olga Di Serio, a Crucianelli, a Nerozzi e a chi l’ha lasciata?
“Che meditino sulle cose dette e scritte da loro medesimi in tutti questi anni, almeno dal Congresso di Pesaro dei Ds del 2001″.
Me lo consenta alla fine dell’intervista: ha sentito D’Alema in questi giorni?
“Sì, mi ha chiamato. Abbiamo parlato del trapianto. Mi ha fatto molto piacere”.
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venerdì 29 febbraio 2008
Messaggio a tutti i compagni
Miei cari compagni, il motto è proprio come ha detto il premier, fai una scelta di parte. Io sono un compagno come voi, penso che in questo Paese ci sia molto da riformare, ci tengo tantissimo al programma della Sinistra l'Arcobaleno ed ho anche sottolineato nel mio blog personale ( http://ilparente.blogspot.com/2008/02/1.html ) che la Sinistra non può tradire il corpo elettorale come viceversa hanno fatto i DS proponendo il PD che è una cozzaglia di pluralismi in conflitto tra loro, anche se ci sono persone politiche di cui io ho una grande stima, anche guardando indietro al passato. Noi dobbiamo essere uniti con il nostro credo e con i progetti da attuare per il futuro, i più grandi Governi di Sinistra hanno avuto la più grande peculiarità che è proprio l'unione della Sinistra pura che va solo verso una direzione, non compromessi eletterali; ed è proprio per questo che credo molto nella Sinistra Arcobaleno, ci credo perché so che adotteranno lo stesso ed identico programma che hanno sottoscritto, però non ci deve tradire, "mai tradire un compagno". La potenza della Sinistra che oggi non rinnega le proprie origini e di questo sono molto felice, e non si vuole sottomettere agli inciuci con altri partiti che potrebbero annacquare l'intero assetto, renderà grande questa Sinistra. Ricordatevi tutti miei cari compagni che il nostro corpo elettorale non accetta tradimenti.
Vi ringrazio ancora per avermi permesso di scrivere su questo spazio, un saluto dal vostro compagno, Francesco.
Vi ringrazio ancora per avermi permesso di scrivere su questo spazio, un saluto dal vostro compagno, Francesco.
martedì 26 febbraio 2008
I rappresentanti de “La Sinistra L’Arcobaleno” ogni giorno su EcoTv
“InDiretta”, un appuntamento quotidiano di Ecotv (Sky906) con i rappresentanti de “La Sinistra l’Arcobaleno”. Una finestra sulla campagna elettorale con le strategie e gli obiettivi della Sinistra. I telespettatori possono intervenire durante la trasmissione chiamando il numero verde 800-030808 oppure scrivendo a filodiretto@ecotv.it.
“InDiretta” andrà in onda alle ore 13.00 su Ecotv (Sky906). Il programma è disponibile contemporaneamente anche in streaming.
http://www.ecotv.it/
“InDiretta” andrà in onda alle ore 13.00 su Ecotv (Sky906). Il programma è disponibile contemporaneamente anche in streaming.
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sabato 23 febbraio 2008
"Dobbiamo costruire un partito"
Stralci di un intervista di Stefano Bocconetti a Giovanni Berlinguer pubblicata su Liberazione del 23 febbraio 2008
Riordina le carte, prende appunti. E ogni tanto risponde al telefono, risponde ai tanti che lo invitano a mille iniziative elettorali. E risponde quasi sempre di sì. Giovanni Berlinguer, 83 anni, oggi al Parlamento europeo fra i banchi dei socialisti, ma prima una vita nel Pci e nei diesse e soprattutto uno dei più autorevoli, se non il più autorevole studioso italiano di medicina sociale, è già tutto dentro la campagna elettorale.
La prima cosa: sei contento di come è partita?
Ti riferisci alla manifestazione dell'Eliseo?
Anche, perché come ti è sembrata?
Un ottimo avvio. Anche se vorrei che smettessimo di sottovalutare la voglia di partecipazione che c'è in giro. Lì, all'Eliseo metà della gente è dovuta restar fuori; troviamo invece posti, luoghi dove possa incontrarsi la nostra gente. Dove magari possa venire anche chi non è convinto del tutto.
Tutto bene, allora?
Si, anche se...
Anche se?
Intendiamoci, non voglio che ci sia alcun equivoco: io sono felice che si sia raggiunto il risultato di creare la lista unitaria della sinistra. E' importante, darò tutto quello che ho per sostenerla. Ma sono convinto che questa campagna elettorale debba diventare anche qualcos'altro.
Cosa esattamente?
L'occasione per costruire il nuovo partito della sinistra. Che in Italia, a differenza che nel resto d'Europa, rischia di mancare.
Stai parlando del nuovo soggetto unitario?
Dipende da quel che intendi con questa definizione. Io sto parlando di un soggetto che chiamo il partito della sinistra italiana. Sto parlando della forma che deve assumere la sinistra nel nostro paese.
La "Sinistra-l'Arcobaleno" ti sembra ancora troppo poco?
Se resta solo un cartello elettorale sì, ovvio che non basta.
Ma per capire: pensi che comunque quest'aggregazione sia partita in ritardo?
No, tardi no. Ma in questi dieci mesi - da tanto se ne parla - ci sono stati molti freni e ci si è preoccupati più di costruire equilibri interni ai gruppi dirigenti che ascoltare i cittadini, acquisire nuovi consensi, recuperare chi si è allontanato.
Scusa la franchezza: ma molti sostengono che i "freni" sono venuti proprio dalla Sinistra democratica, dal gruppo che è uscito dai diesse e di cui fai parte.
Francamente non mi pare che sia così. E poi, davvero adesso ha poco senso mettersi col bilancino a disegnare le colpe dei contraenti. Guardiamo al futuro: oggi dobbiamo impegnarci come una sola persona. Per strappare il miglior risultato possibile alle elezioni e, contemporaneamente, per gettare le basi del nuovo partito.
Campagna elettorale, allora. Qualche osservatore ha fatto notare che, al di là del merito, Veltroni s'è presentato con un'idea forte. Discutibilissima, ma comunque un progetto che sembra mancare alla sinistra. Che ne dici?
Non sono d'accordo. Ho letto i materiali che hanno avviato la discussione sul programma e mi pare che lì ci sia quello di cui c'è bisogno. C'è la parola d'ordine, l'idea necessaria e vincente: il lavoro. Inteso non più solo come rivendicazione dei diritti sindacali o contrattuali. No, mi sembra che finalmente la sinistra, questa nuova sinistra, ricominci a disegnare il ruolo che il mondo del lavoro deve avere nella società. Un ruolo che gli stessi lavoratori devono riprendersi nelle loro coscienze.
Stai pensando a qualche proposta in particolare?
No, penso all'insieme del progetto della sinistra. C'è una linea che tende a riequilibrare quelle risorse e quei poteri che in questi ultimi 25 anni si sono spostati a vantaggio delle imprese. Sì, insomma, mi sembra importante che finalmente si ritorni a parlare di una verità semplicissima: che chi assicura la produzione della ricchezza dovrebbe poterne usufruire in una quota molto maggiore dell'attuale. E ti ripeto: dopo un quarto di secolo in cui si è andati nella direzione opposta.
[...]
Che ti aspetti all'indomani del voto?
Tre cose.
La prima?
L'avvio del passaggio da raggruppamento elettorale a partito.
La seconda?
Una campagna di conoscenza e di ascolto dei giovani.
Nuovo partito, che parli il linguaggio dei giovani: la terza cosa sembra scontata. Non è così?
Certo. E' necessario svecchiare radicalmente i gruppi dirigenti di questa sinistra. Non per escludere chi ha lavorato fino ad ora per garantire un futuro alle forze legate al movimento operaio. Il loro ruolo c'è, è importante e deve essere valorizzato. Ma c'è bisogno di forze fresche.
E te?
Vale anche per me. Ci sono e ci saranno tante occasioni per contribuire agli impegni futuri.
Riordina le carte, prende appunti. E ogni tanto risponde al telefono, risponde ai tanti che lo invitano a mille iniziative elettorali. E risponde quasi sempre di sì. Giovanni Berlinguer, 83 anni, oggi al Parlamento europeo fra i banchi dei socialisti, ma prima una vita nel Pci e nei diesse e soprattutto uno dei più autorevoli, se non il più autorevole studioso italiano di medicina sociale, è già tutto dentro la campagna elettorale.
La prima cosa: sei contento di come è partita?
Ti riferisci alla manifestazione dell'Eliseo?
Anche, perché come ti è sembrata?
Un ottimo avvio. Anche se vorrei che smettessimo di sottovalutare la voglia di partecipazione che c'è in giro. Lì, all'Eliseo metà della gente è dovuta restar fuori; troviamo invece posti, luoghi dove possa incontrarsi la nostra gente. Dove magari possa venire anche chi non è convinto del tutto.
Tutto bene, allora?
Si, anche se...
Anche se?
Intendiamoci, non voglio che ci sia alcun equivoco: io sono felice che si sia raggiunto il risultato di creare la lista unitaria della sinistra. E' importante, darò tutto quello che ho per sostenerla. Ma sono convinto che questa campagna elettorale debba diventare anche qualcos'altro.
Cosa esattamente?
L'occasione per costruire il nuovo partito della sinistra. Che in Italia, a differenza che nel resto d'Europa, rischia di mancare.
Stai parlando del nuovo soggetto unitario?
Dipende da quel che intendi con questa definizione. Io sto parlando di un soggetto che chiamo il partito della sinistra italiana. Sto parlando della forma che deve assumere la sinistra nel nostro paese.
La "Sinistra-l'Arcobaleno" ti sembra ancora troppo poco?
Se resta solo un cartello elettorale sì, ovvio che non basta.
Ma per capire: pensi che comunque quest'aggregazione sia partita in ritardo?
No, tardi no. Ma in questi dieci mesi - da tanto se ne parla - ci sono stati molti freni e ci si è preoccupati più di costruire equilibri interni ai gruppi dirigenti che ascoltare i cittadini, acquisire nuovi consensi, recuperare chi si è allontanato.
Scusa la franchezza: ma molti sostengono che i "freni" sono venuti proprio dalla Sinistra democratica, dal gruppo che è uscito dai diesse e di cui fai parte.
Francamente non mi pare che sia così. E poi, davvero adesso ha poco senso mettersi col bilancino a disegnare le colpe dei contraenti. Guardiamo al futuro: oggi dobbiamo impegnarci come una sola persona. Per strappare il miglior risultato possibile alle elezioni e, contemporaneamente, per gettare le basi del nuovo partito.
Campagna elettorale, allora. Qualche osservatore ha fatto notare che, al di là del merito, Veltroni s'è presentato con un'idea forte. Discutibilissima, ma comunque un progetto che sembra mancare alla sinistra. Che ne dici?
Non sono d'accordo. Ho letto i materiali che hanno avviato la discussione sul programma e mi pare che lì ci sia quello di cui c'è bisogno. C'è la parola d'ordine, l'idea necessaria e vincente: il lavoro. Inteso non più solo come rivendicazione dei diritti sindacali o contrattuali. No, mi sembra che finalmente la sinistra, questa nuova sinistra, ricominci a disegnare il ruolo che il mondo del lavoro deve avere nella società. Un ruolo che gli stessi lavoratori devono riprendersi nelle loro coscienze.
Stai pensando a qualche proposta in particolare?
No, penso all'insieme del progetto della sinistra. C'è una linea che tende a riequilibrare quelle risorse e quei poteri che in questi ultimi 25 anni si sono spostati a vantaggio delle imprese. Sì, insomma, mi sembra importante che finalmente si ritorni a parlare di una verità semplicissima: che chi assicura la produzione della ricchezza dovrebbe poterne usufruire in una quota molto maggiore dell'attuale. E ti ripeto: dopo un quarto di secolo in cui si è andati nella direzione opposta.
[...]
Che ti aspetti all'indomani del voto?
Tre cose.
La prima?
L'avvio del passaggio da raggruppamento elettorale a partito.
La seconda?
Una campagna di conoscenza e di ascolto dei giovani.
Nuovo partito, che parli il linguaggio dei giovani: la terza cosa sembra scontata. Non è così?
Certo. E' necessario svecchiare radicalmente i gruppi dirigenti di questa sinistra. Non per escludere chi ha lavorato fino ad ora per garantire un futuro alle forze legate al movimento operaio. Il loro ruolo c'è, è importante e deve essere valorizzato. Ma c'è bisogno di forze fresche.
E te?
Vale anche per me. Ci sono e ci saranno tante occasioni per contribuire agli impegni futuri.
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Accordo tra Partito Democratico e Sinistra Arcobaleno per le elezioni regionali siciliane
Partito democratico e Sinistra Arcobaleno raggiungono l'accordo per la doppia candidatura di Anna Finocchiaro e Rita Borsellino, che in caso di vittoria diventerebbe presidente dell'Ars. Si prefigura dunque una battaglia elettorale che stavolta, rispetto al dominio del centrodestra sin qui avuto, potrebbe regalare un risultato storico
Da Aprile On-Line
Dopo titubanze, mezzi annunci e passi indietro, la decisione sembra essere stata finalmente presa. Via libera al tandem Finocchiaro-Borsellino per la corsa alla presidenza della Regione Siciliana. Sabato mattina, presso l'hotel Villa Igea di Palermo, la conferenza stampa di presentazione della candidatura di Anna Finocchiaro a Presidente della Regione Sicilia, mentre per la sorella del magistrato ucciso nella strage di Via D'Amelio il 19 luglio del 1992, in caso di vittoria andrebbe invece la presidenza dell'Ars, l'Assemblea regionale siciliana. [...] Questo dunque l'accordo raggiunto tra i segretari dei partiti di centrosinistra e sinistra, dopo che la giornata precedente aveva invece registrato una battuta d'arresto piuttosto brusca, dato che i quattro esponenti di Sinistra Arcobaleno avvano stoppato l'ipotesi di un ticket tutto al femminile, battendo soprattutto il tasto dell'incompatibilità della doppia candidatura della Finocchiaro, che oltre alla presidenza della Regione Sicilia il prossimo dodici e tredici aprile si presenterà anche al Senato. Per superare l'impasse, Pd e SA alla fine trovano un punto d'incontro stabilendo che Anna Finocchiaro verrà candidata comunque al Senato, ma non in Sicilia come previsto [...].
Per leggere l'intero articolo CLICCA QUI
Da Aprile On-Line
Dopo titubanze, mezzi annunci e passi indietro, la decisione sembra essere stata finalmente presa. Via libera al tandem Finocchiaro-Borsellino per la corsa alla presidenza della Regione Siciliana. Sabato mattina, presso l'hotel Villa Igea di Palermo, la conferenza stampa di presentazione della candidatura di Anna Finocchiaro a Presidente della Regione Sicilia, mentre per la sorella del magistrato ucciso nella strage di Via D'Amelio il 19 luglio del 1992, in caso di vittoria andrebbe invece la presidenza dell'Ars, l'Assemblea regionale siciliana. [...] Questo dunque l'accordo raggiunto tra i segretari dei partiti di centrosinistra e sinistra, dopo che la giornata precedente aveva invece registrato una battuta d'arresto piuttosto brusca, dato che i quattro esponenti di Sinistra Arcobaleno avvano stoppato l'ipotesi di un ticket tutto al femminile, battendo soprattutto il tasto dell'incompatibilità della doppia candidatura della Finocchiaro, che oltre alla presidenza della Regione Sicilia il prossimo dodici e tredici aprile si presenterà anche al Senato. Per superare l'impasse, Pd e SA alla fine trovano un punto d'incontro stabilendo che Anna Finocchiaro verrà candidata comunque al Senato, ma non in Sicilia come previsto [...].
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martedì 19 febbraio 2008
La Sinistra Arcobaleno è un "esperimento"
Riporto uno stralcio dell'infelice intervista al Segretario dei Comunisti Italiani Oliviero Diliberto pubblicata il 14 di febbraio su L'Unità, a cura di Simone Collini, dal titolo La lotta di classe non è finita: il Pd ha scelto la via del moderatismo:
[...]
Dopo il voto ci saranno alla Camera e al Senato i gruppi unici della Sinistra arcobaleno?
«Dipende da cosa ci dirà il voto, cioè da cosa il nostro popolo ci dirà di volere o non volere. Per quanto mi riguarda sono determinatissimo a proseguire nel processo unitario, nelle forme che saranno possibili. Dopodiché, vediamo se viene premiato o meno questo esperimento».
Esperimento che prevede la scomparsa della falce e martello.
«Avevo proposto di mantenere anche i simboli tradizionali, ma sono stato sconfitto. Lo considero un errore. Spero di sbagliare, ma lo giudico un errore anche dal punto di vista elettorale».
Comunque la falce e martello è destinata a scomparire, se proseguirà il processo unitario, non crede?
«Questa ipotesi è semplicemente inesistente, perché la falce e martello rimane il simbolo del mio partito, che non ha nessuna intenzione di sciogliersi».
Magari non oggi, ma un domani?
«Per l`attuarsi di un`ipotesi di questo genere i Comunisti italiani dovrebbero prima cambiare segretario».
Veltroni parla di un patto tra lavoratori e imprenditori per la crescita del Paese: che ne pensa?
«L`idea dell`annullamento della lotta di classe in nome di un interesse comune, presunto, di lavoratori e padroni non sta né in cielo né in terra, perché hanno interessi contrapposti, non comuni».
La crescita economica non può essere un interesse comune?
«Dal punto di vista delle tesi padronali la crescita passa attraverso un azzeramento dei diritti del lavoro».
Sosterrete Bertinotti premier: una rivalutazione, dieci anni dopo la scissione?
«E' il personaggio della sinistra oggi più autorevole, tra i diversi leader che ci sono in campo, io lo avevo candidato a fare il capo di un processo di unificazione della sinistra la bellezza di tre anni fa. Oggi non vedo più le ragioni di una divisione tra due diversi partiti comunisti. Le motivazioni della scissione erano innanzitutto nel rapporto con il centrosinistra. Che oggi non c`è più».
1) Dalle parole di Diliberto emerge che la Sinitra Arcobaleno è quindi un ESPERIMENTO. Essendo un “esperimento” è quindi valido esclusivamente in vista di un risultato elettorale significativo, non per i contenuti e le prospettive ("Dipende da cosa ci dirà il voto").
2) Dilberto si dice “determinatissimo a proseguire nel processo unitario” ma poi afferma “Il mio partito non ha nessuna intenzione di sciogliersi”, aggiungendo ancora che “Per l`attuarsi di un`ipotesi di questo genere i Comunisti italiani dovrebbero prima cambiare segretario”. Beh! speriamo allora che ciò avvenga presto, poiché il progetto di Diliberto sicuramente non collide con la prospettiva di centinaia di migliaia di elettori che voteranno la Sinistra Arcobaleno il 13 e 14 aprile prossimi, quello che chiamate "il vostro popolo". Se bisogna votare un cartello elettorale per permettere ai Comunisti Italiani di portare qualche deputato e senatore in Parlamento, che nell'autonomia di ogni partito ha poi ha mani libere, a questo punto è preferibile non votare (o magari esplicare un voto “critico”, anche se inutile, dando la preferenza al Partito Comunista dei Lavoratori).
Da anni aspettiamo di esprimere un voto per una Sinistra unitaria, non permettiamo che le ragioni di conservazione del potere da parte di qualcuno condizionino il processo di costruzione di un soggetto unico della Sinistra, innovativo, partecipato, trasparente, aperto!
[...]
Dopo il voto ci saranno alla Camera e al Senato i gruppi unici della Sinistra arcobaleno?
«Dipende da cosa ci dirà il voto, cioè da cosa il nostro popolo ci dirà di volere o non volere. Per quanto mi riguarda sono determinatissimo a proseguire nel processo unitario, nelle forme che saranno possibili. Dopodiché, vediamo se viene premiato o meno questo esperimento».
Esperimento che prevede la scomparsa della falce e martello.
«Avevo proposto di mantenere anche i simboli tradizionali, ma sono stato sconfitto. Lo considero un errore. Spero di sbagliare, ma lo giudico un errore anche dal punto di vista elettorale».
Comunque la falce e martello è destinata a scomparire, se proseguirà il processo unitario, non crede?
«Questa ipotesi è semplicemente inesistente, perché la falce e martello rimane il simbolo del mio partito, che non ha nessuna intenzione di sciogliersi».
Magari non oggi, ma un domani?
«Per l`attuarsi di un`ipotesi di questo genere i Comunisti italiani dovrebbero prima cambiare segretario».
Veltroni parla di un patto tra lavoratori e imprenditori per la crescita del Paese: che ne pensa?
«L`idea dell`annullamento della lotta di classe in nome di un interesse comune, presunto, di lavoratori e padroni non sta né in cielo né in terra, perché hanno interessi contrapposti, non comuni».
La crescita economica non può essere un interesse comune?
«Dal punto di vista delle tesi padronali la crescita passa attraverso un azzeramento dei diritti del lavoro».
Sosterrete Bertinotti premier: una rivalutazione, dieci anni dopo la scissione?
«E' il personaggio della sinistra oggi più autorevole, tra i diversi leader che ci sono in campo, io lo avevo candidato a fare il capo di un processo di unificazione della sinistra la bellezza di tre anni fa. Oggi non vedo più le ragioni di una divisione tra due diversi partiti comunisti. Le motivazioni della scissione erano innanzitutto nel rapporto con il centrosinistra. Che oggi non c`è più».
1) Dalle parole di Diliberto emerge che la Sinitra Arcobaleno è quindi un ESPERIMENTO. Essendo un “esperimento” è quindi valido esclusivamente in vista di un risultato elettorale significativo, non per i contenuti e le prospettive ("Dipende da cosa ci dirà il voto").
2) Dilberto si dice “determinatissimo a proseguire nel processo unitario” ma poi afferma “Il mio partito non ha nessuna intenzione di sciogliersi”, aggiungendo ancora che “Per l`attuarsi di un`ipotesi di questo genere i Comunisti italiani dovrebbero prima cambiare segretario”. Beh! speriamo allora che ciò avvenga presto, poiché il progetto di Diliberto sicuramente non collide con la prospettiva di centinaia di migliaia di elettori che voteranno la Sinistra Arcobaleno il 13 e 14 aprile prossimi, quello che chiamate "il vostro popolo". Se bisogna votare un cartello elettorale per permettere ai Comunisti Italiani di portare qualche deputato e senatore in Parlamento, che nell'autonomia di ogni partito ha poi ha mani libere, a questo punto è preferibile non votare (o magari esplicare un voto “critico”, anche se inutile, dando la preferenza al Partito Comunista dei Lavoratori).
Da anni aspettiamo di esprimere un voto per una Sinistra unitaria, non permettiamo che le ragioni di conservazione del potere da parte di qualcuno condizionino il processo di costruzione di un soggetto unico della Sinistra, innovativo, partecipato, trasparente, aperto!
domenica 17 febbraio 2008
Bertinotti: Sinistra non sia solo un cartello elettorale
(ANSA) - ROMA, 17 FEB - 'Vorrei che questa avventura non fosse un cartello elettorale ma avesse la capacita' di superare steccati, confini: abbiamo fatto insieme piu' di quanto abbiamo organizzato insieme politicamente, c'e' bisogno di tutti'. Lo ha detto il candidato premier della sinistra Arcobaleno, Fausto Bertinotti, parlando al consiglio nazionale dei Verdi.'Questo soggetto politico - ha aggiunto - non puo' essere solo la somma di quattro partiti ma deve portare tanti elementi di novita''. Bertinotti ha sottolineato, quindi, l'importanza 'di una nuova alleanza tra ambiente e lavoro per costruire l'alternativa'.'Nessuna forza politica - ha concluso - che oggi compone la sinistra Arcobaleno e' in grado di dare da sola un futuro alla sinistra in Italia. Solo insieme ce la possiamo fare'.
venerdì 15 febbraio 2008
La Sinistra Arbcobaleno al via in VI Municipio
Dopo i primi incontri, organizzativi, prende il via sul territorio l'attività della Sinistra Arcobaleno in Sesto Municipio (Roma).
Lunedì pomeriggio saremo a Rinascita per iniziare un ciclo di appuntamenti tra la "base" e i nostri rappresentanti locali e nazionali.

La Sinistra Arcobaleno in VI Municipio vi invita alla Libreria Rinascita, oltre agli invitati qui indicati, saranno presenti numerosi altri esponenti della Sinistra Arcobaleno e gli attivisti del VI Municipio
per l'occasione è stato inaugurato il blog della Sinistra Arcobaleno in Sesto!
http://letiziapalmisano.ilcannocchiale.it/
http://www.sinistrarcobalenoinsesto.ilcannocchiale.it
Lunedì pomeriggio saremo a Rinascita per iniziare un ciclo di appuntamenti tra la "base" e i nostri rappresentanti locali e nazionali.
La Sinistra Arcobaleno in VI Municipio vi invita alla Libreria Rinascita, oltre agli invitati qui indicati, saranno presenti numerosi altri esponenti della Sinistra Arcobaleno e gli attivisti del VI Municipio
per l'occasione è stato inaugurato il blog della Sinistra Arcobaleno in Sesto!
http://letiziapalmisano.ilcannocchiale.it/
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