venerdì 24 ottobre 2008

giovedì 23 ottobre 2008

In difesa della Scuola Pubblica: il dicorso di Calamandrei

IN DIFESA DELLA SCUOLA PUBBLICA – ARTT. 33 E 34 DELLA COSTITUZIONE.
Discorso pronunciato da Piero Calamandrei al III congresso dell'Associazione a Difesa della Scuola Nazionale, a Roma l'11 febbraio 1950
[Segnalato dall'ANED Ex-Deportati Torino]

"Facciamo l'ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuole fare la marcia su Roma e trasformare l'aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura.
Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di Stato hanno difetto di essere imparziali. C'è una certa resistenza; in quelle scuole c'è sempre, perfino sotto il fascismo c'è stata. Allora il partito dominante segue un'altra strada (è tutta un'ipotesi teorica,intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di previlegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole , perché in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato. E magari si danno dei premi,come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A "quelle" scuole private. Gli esami sono più facili,si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola previlegiata.

Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare prevalenza alle scuole private. Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere. Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d'occhio i cuochi di questa bassa cucina. L'operazione si fa in tre modi: ve l'ho già detto: rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico."

L'integrale del discorso è qui: http://groups.google.com/group/ANED-TORINO/web/pietro-calamandrei-in-difesa-della-scuola-pubblica?hl=it

giovedì 16 ottobre 2008

Appello per lo sciopero del 17 ottobre 2008

dal sito http://www.scioperogenerale2008.org/

L’Assemblea nazionale del 17 maggio al Teatro Smeraldo di Milano ha avviato una stagione di lotte e di mobilitazione a sostegno della piattaforma unitaria del sindacalismo di base:

forti aumenti generalizzati per salari e pensioni, introduzione di un meccanismo automatico di adeguamento salariale legato agli aumenti dei prezzi e difesa della pensione pubblica - rilancio del ruolo del contratto nazionale come strumento di redistribuzione del reddito - difesa e potenziamento dei servizi pubblici, dei beni comuni, del diritto a prestazioni sanitarie, del diritto alla casa e all'istruzione;
abolizione delle leggi Treu e 30 - continuità del reddito e lotta alla precarietà lavorativa e sociale, con forme di reddito legate al diritto alla casa, allo studio, alla formazione e alla mobilità;
sicurezza nei luoghi di lavoro e sanzioni penali per chi provoca infortuni gravi o mortali;
lotta al razzismo che, oltre a negare diritti uguali e la dignità delle persone, scarica sui migranti la responsabilità dei principali problemi sociali.
restituire ai lavoratori il diritto di decidere: no alla pretesa padronale di scegliere le organizzazioni con cui trattare - pari diritti per tutte le organizzazioni dei lavoratori - difesa del diritto di sciopero.
Il 20 giugno nelle principali città italiane si sono svolte le prime iniziative di mobilitazione a sostegno della piattaforma e per contrastare i progetti del governo sul piano economico e sociale che hanno visto una larga partecipazione unitaria.

La trattativa in corso tra Confindustria e sindacati concertativi per eliminare di fatto il contratto collettivo nazionale di lavoro, l’affondo del governo sulle privatizzazioni, la profonda crisi salariale che vivono i lavoratori e le loro famiglie, il dilagare della precarietà, il tentativo di smantellare definitivamente la pubblica amministrazione anche attraverso l’attacco ai lavoratori pubblici ed i tagli al personale della scuola e della sanità, il razzismo diffuso a piene mani, i rinnovati venti di guerra ci fanno prevedere un autunno in cui il confronto tra mondo del lavoro, padronato e governo dovrà essere all’altezza della sfida mobilitando lavoratrici e lavoratori per difendere quanto sin qui acquisito con le lotte e per conquistare salario e nuovi diritti.

C’è bisogno di una forte mobilitazione capace di rimettere al centro, attraverso il conflitto, gli interessi del mondo del lavoro, dei precari, degli immigrati; c’è bisogno di una forte partecipazione di lavoratrici e lavoratori, di delegate e delegati, c’è bisogno di rendere visibile la grande determinazione di tutti a sostegno della piattaforma, contro i progetti del padronato e le scelte politiche e sociali del governo.

Per questo parteciperemo e sosterremo lo SCIOPERO GENERALE NAZIONALE promosso dalla CUB, dalla Confederazione COBAS, da SdL Intercategoriale per il 17 ottobre e invitiamo alla più vasta adesione e partecipazione.

A ROMA, PIAZZA DELLA REPUBBLICA h. 9,30

Info su http://www.scioperogenerale2008.org/

martedì 14 ottobre 2008

Vattimo: "La verità è nel conflitto, non nel dialogo"

Un articolo di Barbara Beccaria dal sito dell'ANSA

TORINO - Oggi sarà l'ultimo giorno dietro la cattedra per il filosofo Gianni Vattimo che terrà la sua ultima lezione nell'Aula Magna del Rettorato dell'Università di Torino dal titolo "La verità e l'evento: dal dialogo al conflitto". Va in pensione, dopo 44 anni di ruolo.
Per l'ateneo torinese, per i suoi studenti e per i ricercatori che si sono formati con lui, ragionando dell'attualità del filosofo tedesco Heidegger, il suo pensatore di riferimento e del "pensiero debole", un concetto coniato da lui ed esportato nel mondo, quello di oggi sarà un addio non indolore. Vattimo é un'icona dell'Università di Torino che lo ha tra l'altro visto tante volte in prima fila nella battaglie più di sinistra, non ultima quella nata intorno alla decisione della Fiera del Libro di Torino dell'anno scorso di invitare ufficialmente Israele. Inutile dirsi che lui si era schierato dalla parte dei palestinesi, non certo contro gli ebrei, ma per dire, come sempre, che i più deboli, i più poveri hanno sempre ragione.
E che la "ragion di stato", quella che aveva portato, secondo lui, il governo italiano, tramite la Fiera, a festeggiare i 60 anni di Israele, fa ormai sempre più acqua. Un atteggiamento che anima anche il cuore dell' intervento in Aula Magna. "Oggi si parla tanto di dialogo - ha detto Vattimo - un concetto in bocca a tutti i potenti, in realtà nessuno fa niente davvero per cercare di dialogare con l'altro, con il nemico. Anche Bush ha detto di aver attaccato l'Iraq perché voleva il dialogo".
Per Vattimo "bisogna rilanciare il conflitto, in luogo di un dialogo-panacea che non serve a nessuno, bisogna avere il coraggio di stare da una parte, sperando che sia quella giusta. Ed io ora, so di stare dalla parte dei poveri e di chi non ha voce". Ancora una volta Vattimo, passato negli anni scorsi dal Pd al Pdci (poi abbandonato perché "troppo poco di sinistra") si schiera. "La lezione che ho preparato, l'ultima in questo ateneo che ho amato molto - ha aggiunto - sarà così una sorta di nuova Internazionale che finirà con il recupero di Marx. Ma un Marx molto scomodo, genuino, che i politici di oggi faticano a considerare perché troppo 'illuminato'".
L'addio non sarà privo di commozione, anche per un "freddo" come lui: "Brunetta permettendo io ho passato giorni e nottate in questa Università - ha detto - e l'unica cosa che mi sento di dire, è che adesso avrò più tempo per andare in giro per il mondo, nelle università e nei posti dove mi chiamano, per esempio partirò per le Canarie, poi sarò a Baltimora a fine mese". "Sono il classico 'cervello in fuga' - ha ancora scherzato il filosofo - d'altronde in questo paese l'Università pubblica sta morendo. La vogliono trasformare in un'impresa che fa profitti, imitando le università americane che mirano al denaro e non certo al bene collettivo. Anche le loro borse di studio sono un investimento economico perché mirate a quegli studenti capaci di inventare progetti, prodotti vincenti, che fanno fare soldi. Insomma, la cultura, il senso civile di una scuola è un'altra cosa".

venerdì 10 ottobre 2008

Ferrando (Pcl): dalla manifestazione dell'11 ottobre una proposta di svolta

(ANSA) - ROMA, 8 OTT - ''La manifestazione unitaria delle sinistre contro il governo Berlusconi e il padronato, prevista per l'11 ottobre, deve far emergere una proposta di svolta, all'altezza del nuovo livello dello scontro''. Lo dice Marco Ferrando, leader del Pcl, Partito comunista dei lavoratori. '' Non basta denunciare Berlusconi: e' necessario porsi apertamente l'obiettivo della sua cacciata a partire dalla ricostruzione di un'opposizione radicale e di massa capace di ribaltare i rapporti di forza nella societa''', dice Ferrando. ''Non e' sufficiente manifestare separatamente da un Pd confindustriale: e' necessario rompere con ogni prospettiva di ricomposizione del centrosinistra, e con le giunte locali con il Pd, per costruire un polo di classe indipendente alternativo al liberalismo''. ''Non e' sufficiente - dice ancora - criticare il capitalismo: tanto piu' a fronte della attuale crisi internazionale, e' necessario avanzare un programma anticapitalista che metta in discussione il potere delle banche e delle grandi imprese, e prospetti un governo dei lavoratori quale unica vera alternativa. Su questa proposta di svolta, indirizzata all'intera sinistra italiana, il Pcl organizzera' uno specifico spezzone del corteo dell'11 ottobre''. (ANSA)

martedì 23 settembre 2008

Un minuto di silenzio per Abba


Dal Comunicato dell'Arci nazionale e dell'Arci Milano:

"[...] L'omicidio di Abba, le reazioni che ha suscitato, devono segnare l'inizio di una consapevolezza nuova. Per questo ci siamo opposti insieme a tanti altri alla derubricazione di questo delitto, alla negazione della sua matrice razzista.
L'Arci di Milano e l'Arci nazionale propongono per il 23 settembre alle 12, alla chiusura del funerale, un minuto di silenzio da osservare in suo ricordo in tutti i luoghi di lavoro, in tutte le strutture territoriali dell'associazione, in tutti i luoghi di aggregazione. Un gesto di vicinanza alla famiglia, per chi non potrà essere presente al funerale, e un estremo omaggio a un ragazzo che voleva vivere come i suoi coetanei, da nero italiano.
Radiopopolare, che trasmetterà la diretta del funerale, annuncerà l'inizio del minuto di silenzio.
Inoltre, a tutti coloro che vogliono far giungere la loro solidarietà alla famiglia ed esprimere la loro indignazione per quest'atto di razzismo, proponiamo di inviare la loro testimonianza via mail all'indiririzzo milano@arci.it. I messaggi verranno girati alla famiglia di Abba. Perché non accada mai più".

mercoledì 3 settembre 2008

Ha ragione Brunetta!

"Il Ministro Brunetta a Omnibus Estate su La7"
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Bell’Affare

"Certo, quello dell’Alitalia, è un bell’affare. Non per lo Stato Italiano ovviamente ma per questa famigerata “cordata”."
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mercoledì 27 agosto 2008

Rifondazione: sit-in a Palazzo Chigi

RIFONDAZIONE COMUNISTA DICE NO ALLA LEGGE TRUFFA PER LE ELEZIONI EUROPEE, AL FEDERALISMO EGOISTA,ALL'AUMENTO INDISCRIMINATO DEI PREZZI E DELLE TARIFFE

GIOVEDÌ 28 AGOSTO DALLE ORE 11.30, A LARGO CHIGI, in occasione della riunione del consiglio dei ministri del governo Berlusconi, una rappresentanza di Rifondazione Comunista protesterà con un pacifico sit in,
per dire :
NO ad una legge-truffa, in fase di approvazione per le elezioni europee che prevede l'abolizione delle preferenze (cioè della libera e democratica possibilità di scelta dei candidati da parte dei cittadini) e l'introduzione di una soglia di sbarramento con l'unico scopo di espellere dall'Europarlamento la voce, le posizioni e le battaglie della sinistra italiana.
NO ad un federalismo fiscale che aumenta le disparità fra regioni ricche e regioni povere, soprattutto in materia di servizi essenziali (sanità, nidi, scuole, trasporti,...)
NO all'aumento di prezzi e tariffe che colpiscono in maniera indiscriminata tutti gli italiani, specie le fasce sociali più deboli e disagiate. Aumenti indiscriminati contro i quali continueremo a batterci chiedendo il blocco di prezzi e tariffe.

Per questi motivi chiediamo a tutti, singoli cittadini, forze politiche, organizzazioni sociali e sindacali di partecipare alla nostra mobilitazione.

Partito della Rifondazione Comunista Gruppo Consiliare del Lazio:
appuntamenti@rifondazionelazio.it

mercoledì 23 luglio 2008

Montecitorio, sit-in dei precari della scuola

Mercoledì 23 luglio, dalle 11 alle 17, in piazza Montecitorio, sit in degli insegnanti precari per dire no sia al piano dei tagli, previsto dal D.L. 112, sia al futuro sistema di reclutamento dei docenti, introdotto dal ddl 953 (Aprea).
All’iniziativa hanno confermato la loro adesione tutte le associazioni di categoria già presenti all’incontro dell’11 luglio ed autrici del blog Rete docenti precari 11 luglio. Hanno preannunciato la loro partecipazione il CIDI, i COBAS, la Gilda degli Insegnanti, la Cub Scuola, Rifondazione Comunista, Partito dei Comunisti Italiani, Sinistra Democratica e alcuni esponenti del PD.

lunedì 14 luglio 2008

Nasce Pandora TV

Canale Zero / Pandora Tv
UNA RISPOSTA DAL BASSO ALL’ESIGENZA DI UN’INFORMAZIONE DIVERSA
Giovedì 17 luglio – ore 21: PRESENTAZIONE DEL PROGETTO
alla Fabbrica delle “e” - corso Trapani, 95 – TORINO
con la partecipazione di Diego Novelli e Gianni Vattimo

Nel corso della serata verrà trasmesso in anteprima il promo di presentazione

Comunicato del Comitato Promotore di Torino:
Data la situazione di controllo dell’informazione da parte di partiti e potentati economici da cui deriva la manipolazione dell’opinione pubblicanasce l’idea di contrattaccare realizzando un format settimanale di informazione ispirato ai principi della corretta deontologia professionale e quelli contenuti nel documento d'intenti basato sulla difesa della Costituzione e della legalità democratica; sull’opposizione a ogni guerra; sulla difesa dei diritti sociali e civili dei cittadini; sulla difesa dell'ambiente, del territorio e della laicità dello Stato.
Uno strumento di comunicazione di massa per un'informazione sopra le parti, che difenda la democrazia e il bene comune.
La prima fase (di raccolta delle adesioni e disponibilità a finanziare il progetto da parte dei cittadini) ha dato buoni frutti così che ad ottobre inizierà la trasmissione del format su tv satellitari, tv analogiche e via web.
Per ulteriori informazioni: http://www.megachip.info/

In tutta Italia sono nati comitati locali per promuovere l’iniziativa.
Se vuoi far parte di quello torinese, che si riunisce al Caffè Basaglia (011-19708848) scrivi a zerotorino-subscribe@yahoogroups.com

Primi sostenitori: Giulietto Chiesa, don Aldo Benevelli, Anna Maria Bianchi, Caparezza, Sergio Cararo, Franco Cardini, Felice Casson, Paolo Ciofi, Giorgio Cremaschi, Tana de Zulueta, Arturo Di Corinto, Laura Di Lucia Coletti, Claudio Fracassi, Luciano Gallino, don Andrea Gallo, Silvia Garambois, Giuliano Giuliani, Udo Gumpel, Sabina Guzzanti, Serge Latouche, Empedocle Maffia, Lucio Manisco,Gianni Minà, Roberto Morrione, Diego Novelli, Moni Ovadia, Riccardo Petrella, Carlo Petrini, Lidia Ravera, Ennio Remondino, David Riondino, Roberto Savio, Antonio Tabucchi, Gianni Vattimo, Vauro, Elio Veltri, Dario Vergassola, Alex Zanotelli

lunedì 7 luglio 2008

8 luglio: manifestazioni in altre città

L'8 luglio si terranno manifestazioni, oltre che a Roma (ore 18 in Piazza Navona) e Torino (ore 17 in Piazza Castello), anche in altre città:

  • Atene, ore 18 in Piazza della Costituzione, davanti al Parlamento (manifestazione di studenti italiani)
  • Bari, ore 18 in Piazza Prefettura, davanti al Teatro Piccinni
  • Brescia, ore 18 in via Moretto / Piazza Sant'Alessandro, davanti al Tribunale
  • Genova, ore 18 in Largo Lanfranco, davanti alla prefettura
  • Nova Milanese, ore 18 in Piazza Marconi
  • Pordenone, ore 11 davanti al Tribunale
  • Siena, ore 17 in Piazza Salimbeni

Segnalazione ricevuta da ALFA

domenica 6 luglio 2008

L'8 luglio in piazza Navona anche il Partito Comunista dei Lavoratori e Sinistra Critica

Il Partito comunista dei lavoratori sarà presente alla manifestazione anti Berlusconi dell'8 luglio. "La battaglia contro un governo che pretende l'impunità del suo capo mentre caccia gli immigrati e colpisce salari, scuola, sanità - afferma Marco Ferrando - è moralmente e politicamente doverosa per tutte le forze della sinistra. Le sinistre che non scendono in piazza l'8 luglio sono solo subalterne al Pd e al veltronismo [...]. A maggior ragione diciamo che è il mondo del lavoro e l'insieme delle sinistre che devono prendere la testa dell'opposizione a Berlusconi, senza subordinarsi alla magistratura e al dipietrismo [...]. Di fronte all'arroganza del governo delle destre e a un Pd subalterno e confindustriale - spiega - l'unica vera prospettiva alternativa è quella di un "parlamento delle sinistre", che sgomberi finalmente il campo dalle vecchie classi dirigenti: dai loro privilegi, dalla loro corruzione, dal loro sistema sociale".

Anche Sinistra Critica scenderà in piazza: "L'8 luglio - dichiara la portavoce Flavia D'Angeli - Sinistra Critica sarà in piazza Navona a Roma alla manifestazione promossa dai nuovi "girotondi". Ci sarà non solo sulla base della piattaforma di convocazione, incentrata sulle questioni giudiziarie e sul ruolo di Silvio Berlusconi, piattaforma che comunque giudichiamo positiva per quanto insufficiente. Saremo in piazza con le nostre bandiere, però, per raccogliere le firme sul progetto di Legge di iniziativa popolare per il Salario minimo a 1300 euro che Sinistra Critica ha già lanciato da una settimana e la cui raccolta firme prosegue con successo. Accanto alla Legge di iniziativa popolare raccoglieremo le firme anche sulla Petizione per i diritti dei migranti rivolta al Presidente della Repubblica e al Presidente del Senato. Pensiamo, infatti, che per battere le destre non basti l'antiberlusconismo "democratico" ma sia indispensabile un antiberlusconismo "sociale" centrato sulla difesa dei salari e dei diritti dei migranti, sull'opposizione alla manovra finanziaria e all'alleanza con Confindustria, sulla difesa ecologica dei territori contro le nuove grandi opere e il nucleare, sul rifiuto "senza se e senza ma" della guerra".

giovedì 3 luglio 2008

Con il decreto taglia-enti il Museo della Liberazione a rischio dismissione

Il decreto legge n°112 del 25 giugno 2008 emanato dal Governo Berlusconi prevede (articolo 26 taglia–enti) che: gli enti pubblici non economici con una dotazione organica inferiore a 50 unità . . . sono soppressi al 60° giorno dalla data di entrata in vigore del presente decreto legge. Tra essi rientra il Museo Storico della Liberazione di Via Tasso a Roma.

Tutti in piazza contro le leggi-canaglia. A Torino come a Roma

A TORINO COME A ROMA (Piazza Navona)
Torino, 8 luglio, manifestazione in piazza Castello, ore 17.00.
Passaparola!
Facciamo nostro l’appello!


"Care concittadine e cari concittadini, il governo Berlusconi sta facendo approvare una raffica di leggi-canaglia con cui distruggere il giornalismo, il diritto di cronaca e l’architrave della convivenza civile, la legge uguale per tutti.
Questo attacco senza precedenti ai principi della Costituzione impone a ogni democratico il dovere di scendere in piazza subito, prima che il vulnus alle istituzioni repubblicane diventi irreversibile.
Poiché il maggior partito di opposizione ancora non ha ottemperato al mandato degli elettori, tocca a noi cittadini auto-organizzarci. Contro le leggi-canaglia, in difesa del libero giornalismo e della legge eguale per tutti, ci diamo appuntamento a Torino l’8 luglio in piazza Castello alle ore 17, per testimoniare con la nostra opposizione – morale, prima ancora che politica – la nostra fedeltà alla Costituzione repubblicana nata dai valori della Resistenza antifascista.
Vi chiediamo l’impegno a “farvi leader”, a mobilitare fin da oggi, con mail, telefonate, blog, tutti i democratici. La televisione di regime, ormai unificata e asservita, opererà la censura del silenzio.
I mass-media di questa manifestazione siete solo voi."

Segnalazione ricevuta dall'ANED (Associazione Nazionale Ex-Deportati, Torino)

mercoledì 2 luglio 2008

Anche l'AISEA contro la schedatura di Rom e Sinti

Appello dell'AISEA (Associazione Italiana per le Scienze Etnoantropologiche) contro la schedatura di Rom e Sinti

In seguito alle numerosissime segnalazioni giunteci da singoli e da varie realtà del sociale, e facendo seguito a precedente messaggio, l'AISEA, in quanto associazione nazionale che storicamente raccoglie gli antropologi socioculturali italiani, tanto di ambito accademico quanto museale ed extrauniversitario, esprime la più ferma riprovazione per le iniziative governative che prevedono la schedatura e la rilevazione delle impronte digitali di Rom e Sinti presenti sul territorio italiano, peraltro senza riguardo per adulti e minori. Tali provvedimenti sono infatti inaccettabili per la postura etica che anima la ricerca antropologica, dal momento che sulla scorta di paure e di un disagio talora comprensibili, mettono in atto e leggittimano tutta una serie di pratiche apertamente discriminatorie che ledono profondamente la dignità umana. In nome dell'emergenza sicurezza, quello che si viene configurando è uno stato di eccezzione permanente in cui è possibile per alcuni cancellare il sistema delle garanzie e dei diritti universali, cosìcchè di volta in volta nella violazione di quelli che sono diritti fondamentali della persona si produce la riduzione progressiva degli spazi di libertà per tutti, tutte e ciascuno. Su questi temi lanciamo pertanto un forte appello per una mobilitazione ampia, al tempo intellettuale e fattiva, rilanciando e promuovendo occasioni di discussione e critica tantopiù necessarie nel clima politico e sociale che abbiamo dinanzi (per approfondimenti si invita a visitare il sito dell'Osservatorio sul razzismo e le diversità di Roma Tre: http://host.uniroma3.it/laboratori/osservatoriorazzismo/)

L'appello è firmato dal Presidente dell'AISEA Luigi Lombardi Satriani e dal l Segretario generale Francesco Pompeo

lunedì 30 giugno 2008

Iddu pensa sulu a iddu!

"Iddu (che pensa sulu a iddu) riparte alla carica, come i vecchi tempi. Che Bello. Finalmente!
Mi hanno già chiamato per chiedermi di organizzare un pulman dal Garda ad ottobre per Roma. Ho ringraziato per la fiducia concessa ed ho risposto che però non potranno contare su di me. Questa volta a Roma non ci vado. Che ci vadano i pensionati e gli operai che hanno votato per Silviuzzo."
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domenica 29 giugno 2008

Navona. Meglio che il silenzio...

Comunicato desunto da www.micromega.net:

Roma, 8 luglio, manifestazione in piazza Navona.
Passaparola!
Colombo, Pardi, Flores d’Arcais: tutti in piazza contro le leggi-canaglia

Care concittadine e cari concittadini,il governo Berlusconi sta facendo approvare una raffica di leggi-canaglia con cui distruggere il giornalismo, il diritto di cronaca e l’architrave della convivenza civile, la legge uguale per tutti.
Questo attacco senza precedenti ai principi della Costituzione impone a ogni democratico il dovere di scendere in piazza subito, prima che il vulnus alle istituzioni repubblicane diventi irreversibile.
Poiché il maggior partito di opposizione ancora non ha ottemperato al mandato degli elettori, tocca a noi cittadini auto-organizzarci. Contro le leggi-canaglia, in difesa del libero giornalismo e della legge eguale per tutti, ci diamo appuntamento a Roma l’8 luglio in piazza Navona alle 18, per testimoniare con la nostra opposizione – morale, prima ancora che politica – la nostra fedeltà alla Costituzione repubblicana nata dai valori della Resistenza antifascista.
Vi chiediamo l’impegno a “farvi leader”, a mobilitare fin da oggi, con mail, telefonate, blog, tutti i democratici. La televisione di regime, ormai unificata e asservita, opererà la censura del silenzio.
I mass-media di questa manifestazione siete solo voi.

Il comunicato è firmato dall' On. Furio Colombo, Sen. Francesco Pardi, Paolo Flores D’Arcais

martedì 10 giugno 2008

Mi sembrava di saperlo.

"Mi sembrava di saperlo.
E’ arrivato il primo sole e i grandi progetti iniziano a sciogliersi come fossero neve.
Mi sembrava di saperlo.
Quando il vecchio si maschera da nuovo rimane sempre e comunque vecchio, e forse puzza pure."
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Andiamo avanti a farci del male.

"Un gruppo di ragazzi giapponesi ha scoperto che con le onde elettromagnetiche di 4 cellulari messi a croce, i semi del mais scoppiano in pop-corn. Il che è inquietante specie, se pensiamo a quelle riunioni in cui a turno squilla il cellulare dell’uno o dell’altro."
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lunedì 19 maggio 2008

Informarsi per progettare un futuro migliore

"Da qualche giorno il blog rosso di sera è in accoppiata con un nuovo sito che parla di Decrescita Felice e non solo."
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mercoledì 14 maggio 2008

Una nuova alleanza tra l’umanità e la Terra

"Alleanza è uno dei concetti più belli che la mente umana possa formulare. Secondo la tradizione biblica il simbolo della nuova alleanza tra Dio e gli esseri umani dopo il diluvio universale è l’arcobaleno, quello straordinario fenomeno ottico che per qualche momento consente di vedere nella loro individualità la gamma dei colori dalla cui alleanza nasce la luce. Qualcosa che nessuno di loro, da solo, sarebbe capace di fare, qualcosa che grazie alla loro alleanza nella luce consente di distinguere ognuno di essi in tutte le sfumature e in tutte le alleanze con cui si manifestano nella natura."
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sabato 10 maggio 2008

Verona: manifestazione il 17 maggio

COMUNICATO
Sabato 17 Maggio 2008
Nicola è ognuno di noi
MANIFESTAZIONE
partenza corteo dalla Stazione Verona Porta Nuova ore 15.00
Per sconfiggere insieme la paura scendiamo in piazza per svegliare una città che troppe volte ha girato la testa. Non deve farlo questa volta. Non deve farlo mai più. Mobilitiamoci e riprendiamo la parola prima che l'ipocrisia riscriva anche questa storia.Per una Verona libera dalla paura, per una Verona libera dall'odio,per un Verona libera da vecchi e nuovi fascismi, libera dall'intolleranza, dal razzismo, dall'ignoranza, perché esiste una Verona coraggiosa, aperta, indignata, perché guardarsi all'interno, riconoscere il male profondo del nostro tempo e della nostra città è crescere.
Costruiamo assieme un corteo che attraversi e viva la città in una giornata aperta alle iniziative e ai contributi di tutte e tutti.
Nel 2008 a Verona si muore ancora di fascismo.
Assemblea cittadina promotrice della manifestazione, per adesioni: adesioni17maggio@gmail.com
Per approfondimenti http://piemonte.indymedia.org/article/1908

mercoledì 7 maggio 2008

European Solar Days

"Ne avevamo già parlato in un precedente articolo, ma vale la pena ricordare che prenderà il via il 12 maggio e si concluderà il 18 maggio la settimana dedicata all’energia solare con 158 iniziative in calendario. Per l’Italia sarà la prima volta come per la Francia, Olanda, Portogallo, Slovenia e Spagna ma l’iniziativa dei Solar Days ha preso il via già dal 2002 in Austria seguita poi da Germania e Svizzera Si prevedono circa 4.000 eventi in tutta Europa, sostenuti da almeno 25 grandi organizzazioni europee del settore. Gia’ 158 eventi sono in calendario in Italia e molte altre iniziative sono in via di registrazione ai ‘’Solar Days'’."
Leggi tutto: European Solar Days

martedì 6 maggio 2008

A Gianfrà, ma te possino…

"Gianfrà non hai capito che non basta un bel vestito, un sorrisetto e magari una carica istituzionale per essere diverso?"
Leggi tutto: A Gianfrà, ma te possino…

mercoledì 30 aprile 2008

Ansia da metamorfosi?

Ci ho pensato su molto. Dal giorno della sconfitta, mi domando "e adesso cosa succede?", "come si reagisce ad una simile disfatta?”, “sinistra unita o ognuno per sé?”. Ho provato anche a capire le ragioni per cui la Sinistra Arcobaleno ha fallito. Devo dire che tali ragioni ancora mi sfuggono. Sicuramente le cause sono molteplici (la questione del voto utile, il tempo limitato per la costruzione di una efficace campagna elettorale, un soggetto politico immaturo che sembrava più un cartello elettorale che un organismo unitario, il rigido atteggiamento conservativo di alcuni esponenti di partito, la scelta del leader, la mancanza di un meccanismo di partecipazione democratica, risposte non convincenti alle richieste degli elettori, proposte programmatiche probabilmente distanti dalle aspettative dei cittadini e – fatemelo dire – un simbolo improbabile), ma qualcosa sembra sottrarsi alla mia comprensione; mi chiedo ancora come sia possibile che la Sinistra non abbia rappresentanza in Parlamento.
Tra i compagni vedo molta agitazione e percepisco una certa ansia rispetto al futuro. Panico da metamorfosi. Costituente socialista, costituente comunista, costituente arcobaleno. Unirsi o tornare alla precedente frammentazione? Cercare di unire l’unibile, dividere il divisibile.
Mi chiedo perché rincorrere con affanno questi obiettivi, certo tutti condivisibili. Prendiamoci un po’ di tempo, facciamo un passo indietro. Torniamo pure ai partiti, ai movimenti, ai luoghi in cui solitamente facciamo politica e da qui ricominciamo a capire quale sia la strada da percorrere. Unitamente però dovrebbe partire presto un tavolo unitario, uno spazio di discussione permanente della Sinistra che veda la partecipazione paritaria di tutti i partiti politici (Sinistra Democratica, Verdi, Comunisti Italiani, Rifondazione Comunista, Sinistra Critica, Partito Comunista dei Lavoratori) e il coinvolgimento di esponenti dei movimenti e delle associazioni. Un coordinamento nazionale che non abbia nessun intento costituente, ma funzione assembleare, di confronto e anche di rappresentanza, che sappia ridare forza a una Sinistra divisa, parcellizzata, e che ha perduto la sua presenza nelle istituzioni. Non so se questa sia una prospettiva possibile, ma di certo è auspicabile.
Credo che saranno poi le manifestazioni, a cui non mancheremo di partecipare, e le prossime elezioni per il Parlamento Europeo nel 2009 (in cui non varrà nessun appello al voto utile) a dirci se una sinistra esiste e che consistenza abbia.

Egregio Presidente, tra un paio di settimane abortirò!

PERCHE', per il solo fatto di aver avuto la sfortuna di nascere in questo paese, un Paese che detesta i giovani, che ne ha già ucciso sogni e speranze e che ha già dato in pasto ai ratti le ceneri del loro futuro; ebbene perché per il solo fatto di esser nata qui, ho dovuto rinunciare prima alla mia ambizione a crearmi una carriera soddisfacente, e cosa infinitamente più drammatica, sono costretta adesso a rinunciare al mio DIRITTO ad essere MADRE?

Lettera di una giovane donna italiana al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
Potete leggere il testo integrale su http://www.petrolio.blogspot.com/

sabato 26 aprile 2008

Resistenza, allora per liberarci oggi per riaffermare i valori della Liberazione da cui nacque la Costituzione

[Intervento di Aldo Tortorella pubblicato sul sito di Sinistra Democratica]

Non ho mai approvato l’enfasi retorica sulle date che, quando ero adolescente, si chiamavano “patriottiche”. E, dunque, non ho mai amato le celebrazioni del 25 aprile, quando esse assumevano un carattere puramente formale. Ma, oggi, questo pericolo non lo si corre. Ritorna un presidente del consiglio che il 25 aprile non lo ha mai festeggiato. Vanno al governo molti di coloro che lo hanno visto come un giorno di lutto, perché loro erano dall’altra parte. Furoreggia una letteratura che della Resistenza e della liberazione vede solo i lati foschi e gli errori, che ci furono, ma ignora o nasconde volutamente il loro significato essenziale: fu il riscatto di un Paese trascinato in una guerra non solo perduta, ma, soprattutto, animata da idealità negative. Il razzismo, la negazione della libertà, il dominio delle classi possidenti: questo era il nazismo e il fascismo.La Resistenza fu unitaria, dai monarchici ai comunisti: unità tra diversi ma non senza un sentimento comune e idealità comuni. Esse non consistevano solo in una avversione - l’essere contro al fascismo, al nazismo, all’invasore straniero – ma in un proposito positivo. L’idea è che bisognasse costruire un’Italia nuova, una democrazia nuova, non solo rispetto al fascismo ma rispetto a quella che aveva ceduto davanti al fascismo. Perciò la Costituzione dichiara l’Italia una repubblica democratica fondata sul lavoro. I costituenti, tutti quanti, meno i pochi che alla Costituzione furono avversi, sapevano bene che il fascismo non era nato dalle forze del lavoro ma dalle forze peggiori di un capitalismo arretrato e straccione e da una proprietà agraria ferma al latifondo e a contratti medievali. Perciò si proclama la priorità dell’interesse pubblico – e cioè di tutte e tutti – rispetto a quello privato – e cioè di chi più ha e più comanda. E perciò si afferma che l’iniziativa privata è sicuramente libera, ma non può svolgersi “in contrasto con l’utilità sociale e in modo da recare danno alla sicurezza, alle libertà, alla dignità umana”.E’ molto diverso – se non opposto - da quello che accade oggi, sotto i nostri occhi ma noi dobbiamo capire a partire dai non molti sopravvissuti tra coloro che parteciparono alla Resistenza, tra cui sono anche io, perché un così profondo mutamento – se non rovesciamento - di valori è oggi in atto. E’ certo vero che gli ex fascisti, per accedere al governo, hanno dovuto in una certa misura ripudiare almeno alcuni degli antichi convincimenti (il rifiuto della democrazia e l’antisemitismo – ad esempio) , ma non è meno vero che le idee di solidarietà sociale hanno largamente ceduto il posto all’ideologia della guerra di ciascuno contro tutti, a forme nuove di razzismo, al culto del danaro comunque accumulato. Siamo tornati, addirittura, all’attacco contro la libertà elementare delle donne di decidere sul proprio corpo. E’ un segnale, forse il più indicativo, non solo della velleità di ripresa di un becero maschilismo e di un modello patriarcale fuori del tempo, ma della volontà di attaccare la libertà come bene inscindibile dalla fraternità e dalla eguaglianza.Un ragazzo di oggi è distante dal 25 aprile del ’45 tanto quanto uno della mia generazione era lontano da Garibaldi e Cavour: e questi ci apparivano perduti nella nebbia del passato. Se io penso ai compagni che ho visto morire vedo i loro volti fermi in una giovinezza eterna e me ne commuovo e mi indigno per quei vecchi che li avessero dimenticati. Ma un giovane non li ha mai sentiti nominare, e in genere, non sa neppure lontanamente di che cosa si parla. Bisognerebbe che a scuola imparassero la storia, si dice. Ma se si pensa che la Repubblica nata dalla Resistenza sia la madre o la nonna del precariato giovanile e di un sistema di potere corrotto, necessariamente le nuove generazioni volgeranno lo sguardo altrove, anche al peggio. Coloro che mantengono la memoria della Resistenza hanno da dire la verità: non è questa società quella che volevamo. Questa realtà attuale e questa politica attuale sono il risultato del ripudio dei valori per cui la Resistenza al nazismo e al fascismo furono condotte. Ci si può incolpare di aver perduto ma allora bisogna cercare nuove strade e non cedere ad orientamenti che tornano a predicare quelle medesime idee che portarono il mondo alla catastrofe della seconda guerra mondiale. Il mondo globalizzato è minacciato da una nuova crisi economica. Non è paradossale che vinca la destra. Dalla crisi del 1929 uscì negli Stati Uniti Roosvelt, in Germania Hitler. Non è la stessa crisi e non è lo stesso mondo di allora. Ma i pericoli sono simili. La Resistenza non è più quella che portò al 25 aprile, ma quella che oggi va condotta contro la nuova edizione della destra e coloro che con essa vanno cercando di scardinare la Costituzione italiana.

giovedì 24 aprile 2008

Concetti da confondere e concetti da non confondere

Ciao a tutti, io mi sento in dovere di specificare dei concetti parallelamente quasi opposti che oggi tutti tendono ad assimilare nella stessa ed identica cosa, allora prima di tutto vorrei dire che quello che sta scatenando Beppe Grillo non è altro che l'insofferenza che le persone hanno dai giochi sporchi che fanno i politici alle spalle degli italiani, ma queste persone hanno una loro fede politica ed è proprio per questo che stanno protestando perché non si sentono più rappresentati in quello che credono, rimane pure utopia, quindi al di là del colore politico. Quindi non confondiamo il credo politico di una persona con l'adesione al concetto di rivoluzione morale e sociale che pone Grillo, lui tratta di temi che non vengono assolutamente accennati dai nostri politici, io sono di sinistra e credo nei miei ideali ho le mie idee, e far abolire l'ordine dei giornalisti, far abolire i finanziamenti pubblici agli editori e far abolire la legge sulla radiotelevisione italiana, significa essere uguali, essere liberi davanti un sistema d'informazione che copre la vera realtà, è impensabile che la maggior parte dei giornali per non dire quasi tutti trattano gli stessi ed identici temi in modo asettico e totalmente virtuale perché non sono altro che estratti presi da agenzie, i giornali in Italia non hanno più cuore, sono coperti da interessi partitici, questo problema evidenziato da Grillo non ha contrasto con gli ideali di una democrazia che funziona, se i partiti si rimettono in corsia per affrontare questi problemi e risolvere veramente il precariato non a parole, allora Grillo non sarà più nessuno, ma adesso non è così, su 945 parlamentari non si è riuscito ad approvare nemmeno un disegno di legge sul software libero figuriamoci se si può riuscire a riformare questo problema.
C'è il blocco in questa Nazione, e la gente si è stufata, non è colpa di Grillo se c'è astensionismo, non è nemmeno colpa sua se Napoli è sommersa dalla monnezza, e nemmeno se le tangenti adesso si sono spostate direttamente sull'appalto stesso, e nemmeno è colpa sua se i partiti si presentano in televisione cantando favole risenti e stra-sentite, poi una volta che vincono le elezioni tutto resta come prima ma intanto i loro soldi aumentano, ma è colpa di questa classe dirigente che non offre nessuna tutela e nessun tipo di garanzia che si affaccia a questo mondo del progresso, Gaber lo diceva sempre e aveva delle sue posizioni su scelte che la politica faceva e lui non condivideva, riportava nelle sue canzoni lo scontento che stava anche nella mente di milioni di italiani, però in quel periodo tutti ancora mettevano la x allora nessuno limitava nessuno, invece adesso c'è un soggetto che è sceso in campo sulle piazze allora è il provocatore che prende consensi sui mali degli altri, e no! francamente non mi sembra giusto nemmeno dire che con le liste civiche che dicono che sono amici di Grillo siano dei partiti ma sono un'espressione diretta che dimostra che il popolo è sovrano non i politici che vengono scelti purtroppo dai noi(da noi per modo di dire). Io non sto facendo un discorso perché mi sono schierato da qualche parte, io faccio un discorso obiettivo ed oggettivo che comunque riguarda tutti, non mischiamo insofferenza sulle piazze derivate da una vergognosa politica con i consensi che un uomo prende gridando questi problemi, se non si vuole vedere questo bisogna rimettere su dei veri partiti con della gente vera non pagliacci. Lo dice anche Gaber "Berlinguer era una brava persona", ma oggi di brave persone in Parlamento se ce ne sono poche, si tratta anche di un minimo di coscienza, guardiamo tutti dentro la nostra coscienza e osserviamo bene le situazioni, lo sappiamo tutti che in Parlamento c'è la gente peggiore d'Italia, non mi sembra che non lo pensa nessuno, allora prima di mischiare politica con manifestazione in piazza e mobilitazione cittadina, guardiamo dentro i nostri cuori e pensiamo a quello che facciamo ogni giorno della nostra vita, poi si può parlare che Grillo ha sotratto gli elettori alla sinistra o ad altre ale di pensiero, ma già questo concetto finale è una conseguenza perché alla radice di tutto c'è ben altro, se c'è il rispetto della legalità e nessun ruba all'interno dei comuni, province, regioni, governo dello stato, tutti se ne stavano al loro posto votando ed appasionandosi come hanno fatto sempre alla loro politica manifestando il proprio pensiero, ripeto io sono di sinistra e Grillo non è un politico,e i meetup che hanno creato delle liste civiche hanno posto una linea di cambiamento non una linea di nuovi partiti. Bisogna guardare in faccia alla realtà, non confondiamo le cose per comodità.

mercoledì 23 aprile 2008

Grillo superficiale?

"Questo articolo lo dedico al mio amico e fratello Vincenzo detto Jenzù che da Rifondarolo è diventato un accanito supporter di Beppe Grillo"
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martedì 22 aprile 2008

L’altra metà della Resistenza

"L’appuntamento è fissato per venerdì 25 aprile 2008 alle ore 21.00 presso la sala delle scuole a Padenghe sul Garda in via Talina. L’attenzione ancora una volta su un capitolo essenziale della storia italiana: la Resistenza partigiana."
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lunedì 21 aprile 2008

Ad Alghero 25 aprile senza Bella Ciao

Ad Alghero Bella ciao è stata cancellata dalle canzoni previste per il 25 aprile. La banda musicale, infatti, non suonerà la canzone simbolo della festa della Liberazione perché Marco Tedde, sindaco di Forza Italia, «non vuole». In «compenso» la banda musicale potrà suonare l'Inno di Mameli.

Si riparte da zero con la consapevolezza di ciò che dovrà essere domani..

Carissimi io prima di tutto vorrei precisare un'ovvietà, però ci tengo in particolar modo a sottolinearla perché penso che in qualche modo molti che non danno per scontato alcune cose, comunque possono leggere capendo quello che sto per dire, cioè che il Parlamento senza sinistra non è niente in una democrazia moderna, purtroppo in Italia in questo momento non c'è più nessuna persona che si sente rappresentata dalla sinistra radicale, la sinistra che resiste, la sinistra che da spinta di idee e reazioni anche alla sinistra moderata, la sinistra che vuole la riforma ma allo stesso tempo cerca la garanzia dal statale per non impelagarsi in quello che oggi è definito privato, e su questo ci si può fare un convegno di 6 mesi, perché tutto ciò che oggi viene devoluto al privato affermando il servizio che è rivolto all'interesse generale, in realtà non è altro che una erogazione oligarchica, dove solo pochi hanno diritto, a questo punto mi faccio due conti e dico:<<>>, si signori perché la vera forza sta nella maggior tutela che può essere garantita nell'interesse di tutti, non esiste classe sociale in questo, non esiste distinzione di nessun tipo in questo, dovrebbe essere un principio per tutti lo dice la Costituzione, ma come tutti sanno l'Italia vive e muore in se, purtroppo non si riesce a trovare sempre un punto di contatto con i valori e con le persone e soprattutto non si riesce a capire perché moralmente non si cresce più. Io ho riflettuto tanto su questo e sono arrivato ad una mia opinione molto radicata in un pensiero unitario e semplice, c'è una sinistra che oggi non ha più convinto per le sue inadempienze, io sono fermamente convinto di essere di sinistra ma sono anche convinto che il cittadino vuole che quelle garanzie gli vengano date, è inconcepibile che in questa Nazione un signore come Berlusconi oggi vuole detassare gli straordinari e levare le tasse dalla 13esima (sempre se lo farà, perché ho i miei dubbi), cioè mi vengono i brividi quando leggo queste cose, la sinistra deve garantire quello che rappresenta, è per quello che esiste, il pensiero portante, il suo cavallo di battaglia - uguaglianza in tutti i sensi, rispetto e dignità per l'essere umano, l'uomo deve respirare dalle tasse non esserne sommerso, deve stare con il fiato sospeso per un grande investimento non per le bollette che si riferiscono a servizi, deve usufruire della connessione ad internet come servizio quasi gratuito non come servizio di lusso; si deve comprare un libro per cultura e per pagare il giusto prezzo non per far arricchire la casa editrice, deve poter usufruire dei servizi di trasporto a prezzi modici, perché sono pubblici non di lusso. Vedete tutto questo che ho detto rientra nel globo della sinistra, uguaglianza, rispetto, dignità, tutela, vita, mondo, relazioni,cose etc...la libertà che cita il centrodestra è insita e deve già essere data agli uomini, non c'è servito un partito(se così lo vogliamo chiamare), l'uomo dovrebbe essere un uomo libero già di per se, la sinistra ha sempre combattuto per far valere i diritti dell'uomo, che sono insiti in lui, di cui non ci dovrebbe essere bisogno del richiamo esplicito, invece sono avvenuti massacri e sono state fatte tirranie contro la vita e la stessa persona che ha cercato di combattere per qualcosa in cui ha perso la vita. Con questo concludo dicendo che la sinistra sulle piazze deve iniziare a far risentire quella voce che da diverso tempo manca, quella voce che faccia sentire quello che si fa, ripeto si fa, non quello che si dice, bisogna coinvolgere il popolo nella prospettiva politica, è il popolo il portatore delle garanzie che devono essere date, il politico dovrebbe essere il messiah, basta a promettere cose che non vengono fatte, io lo dico da uomo di parte, la scelta di parte gli italiani la fanno quando vedono i fatti, se un dipendente porta a casa uno stipendio minimo e tutta la famiglia composta da più persone vivono solo su quel stipendio, e sono anni che si dice che bisogna alzare i salari, ma poi non si alza niente, il popolo poi sanziona, non votando più alla classe dirigente scelta precedentemente, cioè vi faccio un esempio: nel Governo Prodi II se fu promesso che i salari degli operai si sarebbero dovuti alzare, ma non si è alzato niente, il popolo non da mica la colpa a Prodi in questo caso, ma la da a quella parte politica che combatte per l'operaio, ed è già un fallimento, non si devono ripetere più questi errori, altrimenti consegneremo sempre l'Italia ad un tiranno come Berlusconi.
Vi saluto ci sentiamo al mio prossimo articolo

Andare oltre il risultato delle elezioni politiche

"Come ho già avuto modo di dire sono sempre più convinto che la decrescita sia uno degli argomenti attorno al quale si può cominciare a ricostruire un nuovo socialismo.

Vi propongo questo ragionamento del Presidente del Movimento per la Decrescita Felice, Maurizio Pallante."
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Giornata Mondiale della Terra 2008

"Riduzione di circa il 70% dei grandi ghiacciai, innalzamento di oltre un metro del livello dei mari, incremento delle precipitazione nell’emisfero Nord e aumento della siccità in quello meridionale, ondate migratorie di milioni di persone che soffriranno sete e fame, estinzione del 30% delle specie animali e vegetali… sono realmente questi gli scenari che ci attendono?"
Leggi tutto: Giornata Mondiale della Terra 2008:

sabato 19 aprile 2008

La prospettiva comunista

APPELLO 17 Aprile 2008
COMUNISTE E COMUNISTI: COMINCIAMO DA NOI

Dopo il crollo della Sinistra Arcobaleno, ci rivolgiamo ai militanti e ai dirigenti del Pdci e del Prc e a tutte le comuniste/i ovunque collocati in Italia
Siamo comuniste e comunisti del nostro tempo. Abbiamo scelto di stare nei movimenti e nel conflitto sociale. Abbiamo storie e sensibilità diverse: sappiamo che non è il tempo delle certezze. Abbiamo il senso, anche critico, della nostra storia, che non rinneghiamo; ma il nostro sguardo è rivolto al presente e al futuro. Non abbiamo nostalgia del passato, semmai di un futuro migliore. Il risultato della Sinistra Arcobaleno è disastroso: non solo essa ottiene un quarto della somma dei voti dei tre partiti nel 2006 (10,2%) - quando ancora non vi era l’apporto di Sinistra Democratica - ma raccoglie assai meno della metàdei voti ottenuti due anni fa dai due partiti comunisti (PRC e PdCI), che superarono insieme l’8%. E poco più di un terzo del miglior risultato dell’8,6% di Rifondazione, quando essa era ancora unita. Tre milioni sono i voti perduti rispetto al 2006. E per la prima volta nell’Italia del dopoguerra viene azzerata ogni rappresentanza parlamentare: nessun comunista entra in Parlamento. Il dato elettorale ha radici assai più profonde del mero richiamo al “voto utile”:risaltano la delusione estesa e profonda del popolo della sinistra e dei movimenti per la politica del governo Prodi e l’emergere in settori dell’Arcobaleno di una prospettiva di liquidazione dell’autonomia politica, teorica e organizzativa dei comunisti in una nuova formazione non comunista, non anticapitalista, orientata verso posizioni e culture neo-riformiste. Una formazione che non avrebbe alcuna valenza alternativa e sarebbe subalterna al progetto moderato del Partito Democratico e ad una logica di alternanza di sistema.
E’ giunto il tempo delle scelte: questa è la nostra adesione.
Non condividiamo l’idea del soggetto unico della sinistra di cui alcuni chiedono ostinatamente una “accelerazione”, nonostante il fallimento politico-elettorale. Proponiamo invece una prospettiva di unità e autonomia delle forze comuniste in Italia, in un processo di aggregazione che, a partire dalle forze maggiori (PRC e PdCI), vada oltre coinvolgendo altre soggettività politiche e sociali, senza settarismi o logiche auto-referenziali. Rivolgiamo un appello ai militanti e ai dirigenti di Rifondazione, del PdCI, di altre associazioni o reti, e alle centinaia di migliaia di comuniste/i senza tessera che in questi anni hanno contribuito nei movimenti e nelle lotte a porre le basi di una società alternativa al capitalismo, perché non si liquidino le espressioni organizzate dei comunisti ed anzi si avvii un processo aperto e innovativo, volto alla costruzione di una “casa comune dei comunisti”. Ci rivolgiamo: - alle lavoratrici, ai lavoratori e agli intellettuali delle vecchie e nuove professioni, ai precari, al sindacalismo di classe e di base, ai ceti sociali che oggi “non ce la fanno più” e per i quali la “crisi della quarta settimana” non è solo un titolo di giornale: che insieme rappresentano la base strutturale e di classe imprescindibile di ogni lotta contro il capitalismo; -ai movimenti giovanili, femministi, ambientalisti, per i diritti civili e di lotta contro ogni discriminazione sessuale, nella consapevolezza che nel nostro tempo la lotta per il socialismo e il comunismo può ritrovare la sua carica originaria di liberazione integrale solo se è capace di assumere dentro il proprio orizzonte anche le problematiche poste dal movimento femminista; -ai movimenti contro la guerra, internazionalisti, che lottano contro la presenza di armi nucleari e basi militari straniere nel nostro Paese, che sono a fianco dei paesi e dei popoli (come quello palestinese) che cercano di scuotersi di dosso la tutela militare, politica ed economica dell’imperialismo; - al mondo dei migranti, che rappresentano l’irruzione nelle società più ricche delle terribili ingiustizie che l’imperialismo continua a produrre su scala planetaria, perchè solo dall’incontro multietnico e multiculturale può nascere - nella lotta comune - una cultura ed una solidarietà cosmopolita, non integralista, anti-razzista, aperta alla “diversità”, che faccia progredire l’umanità intera verso traguardi di superiore convivenza e di pace. Auspichiamo un processo che fin dall’inizio si caratterizzi per la capacità di promuovere una riflessione problematica, anche autocritica. Indagando anche sulle ragioni per le quali un’esperienza ricca e promettente come quella originaria della “rifondazione comunista” non sia stata capace di costruire quel partito comunista di cui il movimento operaio e la sinistra avevano ed hanno bisogno; e come mai quel processo sia stato contrassegnato da tante divisioni, separazioni, defezioni che hanno deluso e allontanato dalla militanza decine di migliaia di compagne/i. Chiediamo una riflessione sulle ragioni che hanno reso fragile e inadeguato il radicamento sociale e di classe dei partiti che provengono da quella esperienza, ed anche gli errori che ci hanno portati in un governo che ha deluso le aspettative del popolo di sinistra: il che è pure all’origine della ripresa delle destre. Ci vorrà tempo, pazienza e rispetto reciproco per questa riflessione. Ma se la eludessimo, troppo precarie si rivelerebbero le fondamenta della ricostruzione. Il nostro non è un impegno che contraddice l’esigenza giusta e sentita di una più vasta unità d’azione di tutte le forze della sinistra che non rinunciano al cambiamento. Né esclude la ricerca di convergenze utili per arginare l’avanzata delle forze più apertamente reazionarie. Ma tale sforzo unitario a sinistra avrà tanto più successo, quanto più incisivo sarà il processo di ricostruzione di un partito comunista forte e unitario, all’altezza dei tempi. Che - tanto più oggi - sappia vivere e radicarsi nella società prima ancora che nelle istituzioni, perché solo il radicamento sociale può garantire solidità e prospettive di crescita e porre le basi di un partito che abbia una sua autonoma organizzazione e un suo autonomo ruolo politico con influenza di massa, nonostante l’attuale esclusione dal Parlmento e anche nella eventualità di nuove leggi elettorali peggiorative. La manifestazione del 20 ottobre 2007, nella quale un milione di persone sono sfilate con entusiasmo sotto una marea di bandiere rosse coi simboli comunisti, dimostra – più di ogni altro discorso – che esiste nell’Italia di oggi lo spazio sociale e politico per una forza comunista autonoma, combattiva, unita ed unitaria, che sappia essere il perno di una più vasta mobilitazione popolare a sinistra, che sappia parlare - tra gli altri - ai 200.000 della manifestazione contro la base di Vicenza, ai delegati sindacali che si sono battuti per il NO all’accordo di governo su Welfare e pensioni, ai 10 milioni di lavoratrici e lavoratori che hanno sostenuto il referendum sull’art.18. Auspichiamo che questo appello – anche attraverso incontri e momenti di discussione aperta - raccolga un’ampia adesione in ogni città, territorio, luogo di lavoro e di studio, ovunque vi siano un uomo, una donna, un ragazzo e una ragazza che non considerano il capitalismo l’orizzonte ultimo della civiltà umana.

venerdì 18 aprile 2008

Troppi errori... ma si può ripartire

Intervista al professor Giacomo Marramao, filosofo, direttore scientifico della Fondazione Basso, pubblicata sul sito di Sinistra-Democratica.

"Ci vuole un movimento costituente guidato da un gruppo formato da non più di 15 persone delle quali almeno la metà più uno donne, per una ragione non soltanto numerica, ma simbolica, e di cui gli altri componenti siano tali da azzerare tutte le nomenclature precedenti. Prendere giovani e meno giovani, persone nuove che abbiano anche fatto parte dell’esperienza della Sinistra l’Arcobaleno, ma che siano persone rappresentative di quella che io chiamo la sinistra delle pratiche, la sinistra che ha lavorato a contatto con la società, con i movimenti e le associazioni. Io ho l’impressione che non sia stato fatto un lavoro serio sul territorio, soprattutto al Nord. Persone che lavorano nei diversi settori: l’associazionismo, il mondo delle professioni, che lavorino nell’ambito del sindacato e dei rapporti con i lavoratori, che siano legati al mondo operaio e artigiano. Un gruppo che operi come una sorta di Comitato di salute pubblica che organizzi un movimento costituente e inneschi un processo costituente della Sinistra. Questa è una fase essenziale e per me questa sarebbe la soluzione ideale".

Per leggere l'intervista completa CLICCA QUI

giovedì 17 aprile 2008

Forse Dio è ammalato

"Vi invito a leggere questo fantastico pezzo del mio amico Leonardo."
Leggi tutto: Forse Dio è ammalato

mercoledì 16 aprile 2008

lunedì 14 aprile 2008

Solidarietà per il risultato elettorale

Ciao a tutti, sono molto dispiaciuto per la sconfitta elettorale, questo servirà a riflettere su tanti punti sia per la Sinistra Arcobaleno e sia per altre forze politiche che non hanno ottenuto il risultato che avevano immaginato di poter raggiungere, purtroppo ci sarà di nuovo Berlusconi, non è nemmeno servito il nuovo banner del mio blog che avevo creato come antisfiga per la Sinistra. E' un dato drammatico che l'asse in Parlamento si è spostato verso destra, in quasi tutti i Paesi d'Europa c'è la Sinistra in Parlamento in Italia da questi nuovi risultati non più purtroppo, è un dato che deve far riflettere su tanti punti e anche su scelte politiche, bisogna riportare in campo nazionale dei valori e dei pensieri culturali che non sono usciti fuori in questa campagna elettorale, anzi non sono arrivati in molte case secondo me, un saluto ci sentiamo al prossimo post, il vostro affezionatissimo by pauldianno85.

Festival dell’Energia

"Lecce capitale dell’energia con un Festival nazionale per la prima volta dedicato interamente al tema. Il prossimo maggio, dal 16 al 18, il capoluogo salentino sarà teatro di incontri, dibattiti, laboratori e spettacoli, tutti all’insegna di uno dei cardini principali dello sviluppo mondiale: l’energia."
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domenica 13 aprile 2008

AVVISO A TUTTI I BLOGGER - IMPORTANTE

"Tutti i blogger dovrebbero sentirsi in obbligo di aderire a questa iniziativa.
Seguite il link per capire!"
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venerdì 11 aprile 2008

Ecco il perchè al senato il voto utile è quello dato a Sinistra Arcobaleno.

"In questi giorni molti amici e conoscenti che normalmente votano a destra mi hanno chiesto cosa fare dicendomi: Non vogliono dare il voto a sinistra ma non vogliono neppure che il programma delle destre, sui temi ambientali, venga portato avanti."
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Caro Walter, non dimenticarti di quelle lacrime di Korogocho

"Ha uno stile dolce e quasi affettuoso, la lettera che padre Alex Zanotelli indirizza a Veltroni dalle pagine del Manifesto del 26 marzo ma contiene delle critiche pesantissime. Il padre comboniano rimprovera senza mezzi termini al segretario del Pd le sue lacrime versate di fronte alla povertà della baraccopoli di Nairobi."
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giovedì 10 aprile 2008

Da Sinistra Democratica ad Alleanza Socialista: se non ora quando?

"Non abbiamo molto tempo innanzi a noi, meno che mai dopo l’indiscutibile successo delle primarie del PD e, in particolare, di Walter Veltroni: qualche anno nella migliore delle ipotesi, qualche mese in quella meno favorevole. E’ importante che vi sia consapevolezza in proposito, perché un’analisi realistica della fase non è priva di conseguenze sulle scelte delle formazioni politiche, ivi compresa anche la nostra, che si propongono di continuare a far vivere nel nostro paese l’esperienza della sinistra."
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mercoledì 9 aprile 2008

L’ambiente nei partiti: Partito Democratico, Sinistra Critica, La Destra

"In questo post sono presentati i programmi ambientali delle liste del Partito Democratico, Sinistra Critica e La Destra."
Leggi tutto: L’ambiente nei partiti: Partito Democratico, Sinistra Critica, La Destra:

martedì 8 aprile 2008

L’ambiente nei partiti: Unione Democratica per i Consumatori, Partito Comunista dei Lavoratori e dell’Unione di Centro

"In questo post sono sintetizzati i programmi di Unione Democratica per i Consumatori, del Partito Comunista dei Lavoratori e dell’Unione di Centro per le Elezioni 2008."
Leggi tutto: L’ambiente nei partiti: Unione Democratica per i Consumatori, Partito Comunista dei Lavoratori e dell’Unione di Centro

L’ambiente nei partiti: Partito Liberale Italiano, Per il bene comune, Italia dei Valori

"In questo post parleremo dei programmi delle liste Partito Liberale Italiano, Per il bene comune, Italia dei Valori."
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Prodi non ha capito per colpa di chi è caduto

"Evidentemente Prodi non ha ancora capito per colpa di chi è caduto.
Ha assecondato per due anni i capricci di Mastella e Dini, finito poi a destra."
Leggi tutto: Prodi non ha capito per colpa di chi è caduto

lunedì 7 aprile 2008

Current tv - la web tv di Al Gore

"l giorno X, per quelli che la tivù, dovrebbe essere il prossimo 8 maggio. Data in cui Al Gore presenterà a Milano – e sembra anche a Roma – l’ingresso del network Current tv nel BelPaese. Una televisione trasversale, o come dicono gli esperti, crossmediale, che con la promessa di contenuti freschi, raccolti da internet, porterà sul network di Sky – al canale 130, nel pacchetto base – documentari stringati, brevi, anche brevissimi, raccolti da una tribù di giovani videomaker. Non giornalisti, e forse nemmeno registi. Semplicemente, testimoni, insieme alle reti di distribuzione digitali, di una nuova era di produzione di contenuti che negli Stati Uniti, in Inghilterra e in Irlanda ha già raccolto più di 50 milioni di affezionati." Leggi tutto Current tv - la web tv di Al Gore

Il miglior manifesto elettorale 2008

"A mio avviso questo è il miglior manifesto della campagna elettorale 2008.
Voi che ne dite?"
Leggi tutto: Il miglior manifesto elettorale 2008

domenica 6 aprile 2008

Fà la cosa giusta 2008

"Dal cibo ai vestiti, dalla casa alle vacanze, centinaia di proposte e soluzioni concrete per “vivere sostenibile” Al via a Milano, dall’11 al 13 aprile in Fieramilanocity, la quinta edizione nazionale di Fa’ la cosa giusta!, la più importante fiera del consumo critico e degli stili di vita sostenibili in Italia, organizzata da Terre di mezzo, giornale ed editore di strada."
Leggi tutto: Fà la cosa giusta 2008

sabato 5 aprile 2008

Il socialismo dopo le elezioni politiche

"Per noi compagni di Sinistra Democratica, che da sempre abbiamo profuso il nostro impegno politico ispirandoci all’esperienza del socialismo europeo e oggi siamo qui per costruire quella sinistra nuova e plurale di cui il Paese ha bisogno, le parole che Bertinotti ha pronunciato ieri nel corso di ‘Bertinet’, (una conferenza in diretta su Internet, radio e Tv) sono state musica per le orecchie e per il cuore." leggi tutto: Il socialismo dopo le elezioni politiche

Il futuro dell’acqua

"Il tema 'acqua' sta assumendo l’importanza che merita.
Sempre maggiori sono gli incontri che hanno lo scopo di sensibilizzare sull’importanza che l’acqua sia e rimanga un bene comune fuori dal controllo del mercato."
leggi tutto: Il futuro dell’acqua

venerdì 4 aprile 2008

Elezioni del 13-14 aprile. Appello del Comitato Nazionale ANPI

Lo scioglimento anticipato del Parlamento conferma il persistere della grave crisi politica in cui da anni versa l’Italia nella quale emergono sempre più rischi per la tenuta del sistema democratico oltre che difficoltà per il suo indispensabile rinnovamento. L’ANPI, di questa crisi ha sempre rilevato e denunciato: caratteri, cause e responsabilità, per la sua soluzione si è battuta e si batte, insieme a tutte le forze democratiche, con generosità e determinazione come è accaduto con la mobilitazione vittoriosa in occasione del Referendum per la salvaguardia della Costituzione. Considerato che:
- le elezioni del 13 e 14 aprile 2008 si svolgono con l’applicazione di una legge che, nonostante sia stata da tutti criticata poiché nega agli elettori la possibilità di scegliere i propri rappresentanti in Parlamento e si è rivelata causa di instabilità e ingovernabilità, la destra, che a suo tempo la impose, si è opposta recisamente al suo cambiamento anche dopo le responsabili esortazioni del Presidente della Repubblica;
- alle elezioni si presenta non più un centro-destra moderato bensì una formazione politica dichiaratamente di destra che ingloba il partito erede della destra estrema, presenta candidati che si proclamano fascisti ed è alleata con forze che al nord e al sud propugnano propositi di secessione e rottura dell’unità nazionale;
il Comitato Nazionale dell’ANPI invita gli associati e tutti i cittadini che si richiamano ai valori di libertà e giustizia, solidarietà e pace che hanno animato la Lotta di Liberazione e sui quali si fonda la Costituzione della Repubblica:
- a prendere parte al confronto elettorale per contrastare con efficacia l’astensionismo affinché, con una grande partecipazione al voto, in particolare delle nuove generazioni, esso si confermi come una essenziale conquista democratica; - a sollecitare tutti gli elettori a tener conto che la legge elettorale prevede a favore della coalizione vincente, a livello nazionale e regionale, l’attribuzione del “premio di maggioranza” con il quale la destra mira ad essere prevalente
nel prossimo Parlamento;
- a riservare il proprio voto a quelle forze politiche per le quali l’Antifascismo e la Resistenza costituiscono un patrimonio irrinunciabile e che in coerenza con i valori, i principi e gli obiettivi della Costituzione, svolgono la loro azione politica ed ispirano i loro programmi: per il rinnovamento politico e sociale del Paese, per un futuro desiderabile per le nuove generazioni ed affinché l’Italia operi per la pace e la cooperazione nel mondo.

PRIMA FESTA NAZIONALE ANPI AL MUSEO CASA CERVI

Info: 00192 Roma, Via degli Scipioni, 271 – Telefoni 06/3211949 – 3212345 –3212807 – Fax 06/3218495 http://www.anpi.it/ anpisegreteria@libero.it

rosso di sera...

"Voli gratis, indagato anche Pecoraro Scanio. Per lui voli low-cast."

Il voto "utile" per la Sinistra Arcobaleno

"Dario Franceschini, PD, ha commentato le parole del Presidente della Repubblica (contro il concetto di voto utile) tirando fuori una balla clamorosa: ‘’Noi - ha aggiunto parlando della questione del ‘voto utile’ - abbiamo semplicemente fatto una constatazione rispetto alla legge elettorale per cui chi prende un voto in piu’ ha il premio di maggioranza. L’altra volta abbiamo vinto di 20 mila voti…‘’ (link)."
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RITA BORSELLINO, capolista al Senato nella Regione Lombardia

"Rita Borsellino è nata a Palermo il 2 giugno 1945.E’ laureata in Farmacia, sposata e madre di tre figli. Il suo impegno politico inizia dopo la strage di via D’Amelio dove perse la vita il fratello, il giudice Paolo Borsellino."
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Stanziati dal CIPE 12 miliardi per uno sviluppo sostenibile

Energia rinnovabile, risparmio energetico e bonifica delle aree industriali saranno i temi oggetto di una serie di programmi nazionali, finanziati attraverso il FAS" Leggi tutto: Stanziati dal CIPE 12 miliardi per uno sviluppo sostenibile:

AL GORE, Riscaldamento globale

AL GORE, Riscaldamento globale: "Un piano triennale per sensibilizzare l’opinione pubblica e la classe politica nei confronti dei problemi climatici"
Leggi tutto:AL GORE, Riscaldamento globale

lunedì 31 marzo 2008

Le fogne sono vuote …

Le fogne sono vuote …: "… perchè in questo periodo i fascisti se ne stanno andando liberamente in giro per l’Italia a spedir cartoline."

Heart Hour

Heart Hour: "Un’altra iniziativa mondiale per tagliare le emissioni di gas serra: dopo l’italiana M’illumino di meno del mese scorso, ecco l’Heart Hour, un’ora dedicata al risparmio energetico per la terra. Il 29 marzo dalle 20 alle 21 a Roma si spegneranno le luci del Colosseo e in tante altre città d’Italia si moltiplicano le azioni per aderire all’iniziativa “un’ora per la terra”"

Presi nella Rete

Venerdì 4 aprile a San Felice si terrà il primo di tre incontri del ciclo Presi nella rete. Come sfruttare le opportunità di Internet. L’iniziativa nasce da un’idea della Commissione di Biblioteca, consapevole che Internet è una risorsa importante, uno strumento di comunicazione, un accesso libero alla conoscenza, al pensiero, alla cultura e all’informazione. Valorizzare tale risorsa e farla conoscere rientra quindi negli obiettivi di una biblioteca pubblica, a cui lo stesso Manifesto Unesco assegna il compito di agevolare lo sviluppo delle capacità di uso dell’informazione e del calcolatore.
Continua la lettura : Presi nella Rete

venerdì 28 marzo 2008

E’ morto Gino Doné Paro

"E’ morto all’eta’ di 83 anni Gino Done’ Paro. Una storia che vale la pena di conoscere.
Nell’archivio storico della FAR (Forze Armate Rivoluzionarie) a Cuba vi è un dossier su Gino Donè Paro, (l’unico italiano, anzi l’unico europeo) che partecipò alla rivoluzione cubana negli anni 50 …"
Leggi tutto l'articolo: morto Gino Doné Paro

Un Paese in bottiglia

In occasione della Giornata mondiale dell’acqua parte Imbrocchiamola! Il secondo appuntamento della nuova campagna di Legambiente "Ridurre si può" che promuove, insieme alla rivista Altreconomia, l’uso dell’acqua di rubinetto presso ristoranti, pizzerie e bar, ma anche in casa, per ridurre i consumi di acque minerali, evitando sprechi di energia e risorse, produzione di rifiuti plastici ed emissioni di CO2 da trasporto su strada.
Leggi tutto l'articolo: Un Paese in bottiglia

Al bando le lampadine ad incandescenza

In base all’aticolo 2 della legge 244/07, che è stato approvato nell’ultima finanziaria, a iniziare dal 1 gennaio 2011 saranno vietate in tutto il territori nazionale la vendita, l’importazione e distribuzione di lampadine a incandescenza.
Leggi tutto l'articolo: Al bando le lampadine ad incandescenza

rosso di sera…

rosso di sera…

giovedì 27 marzo 2008

sabato 15 marzo 2008

Coincidenze

Dal "Piano di rinascita democratica", della loggia P2, sequestrato nel luglio 1982, all’aeroporto di Fiumicino, nel sottofondo malamente camuffato di una valigia di Maria Grazia Gelli, figlia di Licio, che stava tornando in Italia da Nizza. Il documento è databile attorno al 1976:

PROCEDIMENTI
1) Nei confronti del mondo politico occorre:
a) selezionare gli uomini - anzitutto - ai quali puo' essere affidato il compito di promuovere la rivitalizzazione di ciacuna rispettiva parte politica (per il PSI, ad esempio, Mancini, Mariani e Craxi; per il PRI: Visentini e Bandiera; per il PSDI: Orlandi e Amidei; per la DC: Andreotti, Piccoli, Forlani, Gullotti e Bisaglia; per il PLI: Cottone e Quilleri; per la Destra Nazionale (eventualmente): Covelli);
b) in secondo luogo valutare se le attuali formazioni politiche sono in grado di avere ancora la necessaria credibilita' esterna per ridiventare validi strumenti di azione politica;
c) in caso di risposta affermativa, affidare ai prescelti gli strumenti finanziari sufficienti -con i dovuti controlli- a permettere loro di acquisire il predominio nei rispettivi partiti;
d) in caso di risposta negativa usare gli strumenti finanziari stessi per l'immediata nascita di due movimenti: l'uno, sulla sinistra (a cavallo fra PSI-PSDI-PRI-Liberali di sinistra e DC di sinistra), e l'altro sulla destra (a cavallo fra DC conservatori, liberali, e democratici della Destra Nazionale). Tali movimenti dovrebbero essere fondati da altrettanti clubs promotori composti da uomini politici ed esponenti della societa' civile [...]

Per leggere il testo integrale: clicca qui

domenica 9 marzo 2008

Il voto “utile” per la Sinistra Arcobaleno

di Claudio Baccianti - Megachip

Se sei tra quelli che vorrebbero votare la Sinistra arcobaleno ma pensano di sacrificarsi con un voto “utile” al Partito Democratico, allora è importante che tu legga questo articolo. Con questa legge elettorale non esiste “voto utile” che possa tenere Berlusconi lontano dal Governo della Repubblica Italiana. Non solo: per come è fatto il “Porcellum”, votare la Sinistra Arcobaleno in alcune regioni sottrae senatori al Popolo delle Libertà.
I possibili esiti delle elezioni di aprile sono due: il Popolo delle Libertà vincerà in entrambe le camere, oppure ci sarà un pareggio perché al Senato mancherà una chiara maggioranza. Come insegna l’esperienza di Prodi, per governare non basta il premio di maggioranza alla Camera dei Deputati.
Riflettiamo un attimo sulla prima ipotesi. Il PD ha voluto “correre da solo” ed è partito con un abisso di voti che lo dividevano da Berlusconi. In queste settimane ha recuperato, ma i sondaggi sembrano confermare un distacco ancora molto ampio che difficilmente potrà essere colmato. Allora, visto che chi vince si prende il premio di maggioranza del 55 % e gli altri si spartiscono il resto, perché tapparsi il naso e dare i propri voti al Partito Democratico? Il PD si rafforzerebbe a scapito della Sinistra Arcobaleno e ciò sarebbe una beffa per chi ha fatto un “sacrificio” per cercare di salvare l’Italia da Berlusconi.
Passiamo all’altro esito possibile: il pareggio. Sul Sole 24 Ore del 26/02/2008 e del 02/03/2008 il professore Roberto D’Alimonte ha pubblicato due articoli nei quali spiega che, cifre alla mano, c’è una significativa probabilità che venga fuori un “Senato zoppo”. Scrive: “ In sintesi, la presenza di diverse liste fuori dai due poli principali, Pd-Idv e Pdl-Lega, cambia la natura della competizione mettendo ancor più a rischio il conseguimento di una vera maggioranza al Senato ”. Questo accade perché “ il risultato finale non dipende solo da quante regioni si vincono ma anche da come si perde nelle regioni in cui vincono gli altri ”. Berlusconi e Veltroni lo sanno e per questo un giorno si e uno no parlano di possibili larghe intese o grandi coalizioni dopo il voto. Ciò accadrebbe anche se il PD non riuscisse a guadagnare altri voti dagli indecisi e dipende dal fatto che il Pdl non ha più con sé il centro (UDC e Rosa Bianca).
D’Alimonte aggiunge che “ il vero rischio per il Cavaliere viene paradossalmente dalla Sinistra Arcobaleno ”, perché dove vincerà il PD il Popolo delle Libertà dovrà spartirsi il rimanente 45% dei seggi con la Sinistra e le altre forze che supereranno lo sbarramento. Quindi è anche importante che la Sinistra Arcobaleno superi la soglia dell’ 8% al Senato!
Ho sentito molti che sono indecisi tra ascoltare il cuore , e votare a sinistra, o la testa , votando il PD per fermare Berlusconi. Alcuni hanno cercato di convincere queste persone con altri argomenti, in questo articolo ci provo con freddi ragionamenti di meccanica elettorale. Ritengo però che quest’altre argomentazioni a favore del voto a sinistra siano altrettanto valide, come l’importanza della sopravvivenza della sinistra e la possibilità che un Arcobaleno forte possa influenzare le posizioni del PD (come sta avvenendo in Germania) o frenare eventuali “inciuci”. Se si mettono insieme tutti questi vari argomenti, non rimane alcun motivo per un “voto utile” al Partito Democratico: si può votare Sinistra Arcobaleno anche ascoltando la testa.

***

Aggiungo un breve riassunto dei dati regionali relativi alle poltiche del 2006 al Senato, considerando la somma tra Rifondazione e Insieme con l'Unione (Verdi e Comunisti Italiani). Sinistra Democratica ancora non era presente.
In verde le regioni in cui lo sbarramento dell'8% dovrebbe essere facilmente raggiungibile, arancioni quelle in bilico, in rosso quelle critiche.

Piemonte 12,5
Lombardia 11,7
Veneto 8,7
Friuli Venezia Giulia 10,0
Liguria 13,1
Emilia Romagna 12,9
Toscana 16,0
Umbria 14,8
Marche 13,0
Lazio 13,0
Abruzzo 10,9
Molise 7,6
Campania 10,4
Puglia 9,4
Basilicata 11,3
Calabria 11,3
Sicilia 7,8
Sardegna 12,6

Mussi: Il duopolio è già iniziato e il Pd vuol cancellare la Sinistra

Da "La Repubblica" del 1 marzo 2008. Un intervista di Claudia Fusani al Ministro Fabio Mussi, fondatore di Sinistra Democratica

“Non mi scandalizzano le candidature in sé. Ma le candidature più le idee che l’accompagnano: per esempio quella che l’imprenditore e l’operaio sono entrambi lavoratori. E’ vero che l’imprenditore è un lavoratore, ma non è vero il contrario, perché di mezzo c’è il piccolo dettaglio che si chiama il capitale” [Fabio Mussi]

Ministro, come va?
“Sto bene, i due reni nuovi funzionano… Ne approfitto, a 18 giorni dall’intervento chirurgico, per ringraziare di cuore i tanti - compagni, amici e anche avversari politici - da cui ho ricevuto un fiume di messaggi. Quella che sto vivendo è un’esperienza importante. Ho sperimentato qui a Bergamo il valore della scienza italiana e i livelli di qualità raggiunti dal sistema sanitario pubblico. E’ emozionante ricevere, da uno sconosciuto che ha terminato la sua vita, organi che consentono di allungare la tua. E’ un grandissimo atto di altruismo. In futuro testimonierò sempre a favore della cultura della donazione”.
Veltroni l’ha salutata dal palco dell’Assemblea Costituente del Pd, la platea del padiglione 4 del Palafiera di Roma si è alzata in piedi. Qualche rimpianto? Rifarebbe tutto?
“Me l’hanno detto, e mi ha fatto piacere. Se si passano quarant’anni insieme, non ci si può sentire degli estranei. Ma le scelte politiche sono scelte politiche. Non ho rimpianti, e rifarei tutto. Non mi dispiace che al Congresso di Firenze la separazione sia avvenuta senza che volassero stracci: un episodio di civiltà politica in verità piuttosto raro”.
Come trascorre queste giornate di convalescenza?
“Terapie in ospedale, una montagna di medicinali, qualche passeggiata con mia moglie Luana. Poi libri, tv, giornali, telefono, internet”.
Primo scorcio di campagna elettorale. Qualcosa l’ha fatta arrabbiare?
“Il coro. L’inaudito corteo dei media, con cimbali, trombe e pifferi a cantare compatti le lodi di Pd e Pdl. Non si è ancora formato il duopolio e i mezzi di comunicazione sembrano già in monopolio…”.
C’è davvero un rischio duopolio?
“Ho visto una mobilitazione senza precedenti per ridurre a due il sistema politico italiano. Naturalmente non due partiti, ma due aggregati. Da una parte il Pdl di Berlusconi, Fini piu Mussolini, Dini e merci varie, collegate a Lega Nord e Lega Sud. Dall’altra il Pd con dentro i radicali e il tutto collegato con Di Pietro. Gli uni e gli altri intenzionati a fare terra bruciata. Questo è uno schema che non ha eguali in Europa e che provocherebbe un’amputazione della democrazia. Tanto più che in assenza di altre opzioni i due blocchi tenderebbero inesorabilmente a convergere, sul piano politico, culturale, e programmatico. I segni non mancano”.
E’ come se Veltroni e Berlusconi avessero realizzato per via extraparlamentare quella riforma bipolare su cui avevano trovato l’accordo prima di Natale.
“La novità non è il bipolarismo, quello c’era già. La novità è il duopolio. E, com’è avvenuto con le televisioni, temo che il duopolio porti inesorabilmente al trash…”.
Il Pd non ha voluto voi ma imbarca Di Pietro e i Radicali. Perché?
“Perché le affermazioni “andiamo da soli” e “il programma non è trattabile”, erano una bufala. L’obiettivo vero è cancellare la sinistra. Fondamentale è farla fallire”.
Veltroni vi accusa di essere “conservatori.
“Una boutade. Qualche volta ci accusano di essere conservatori, qualche volta estremisti”.
Siete estremisti?“Sull’estremismo farei una riflessione: io per esempio trovo piuttosto estremista che una parte grande delle nuove generazioni sia destinata a passare decenni in lavori precari con salari da fame. Trovo moderato che dopo un certo periodo il lavoro e la vita escano dalla precarietà. Trovo estremista che l’Italia sia settima al mondo per spese militari (4° per spese militari pro-capite e 32° per spese in Università e ricerca scientifica). Trovo moderato che si scenda da una parte e si salga dall’altra. Potrei continuare a lungo…”.
Nelle prossime settimane userete fair play con gli ex cugini Ds ora nel Pd?
“Per la verità gli schiaffi li abbiamo già ricevuti da loro: prima una totale chiusura, non dico ad un’intesa ma a un confronto programmatico. Poi una campagna mistificatoria sul “voto utile”. Infine addirittura qualche appello del tipo “votate Pd o Pdl”.
Ha molto da rimproverare?
“Una cosa mi ha parecchio colpito: il Pd, nell’ultima legislatura, ha avuto nelle proprie file 18 ministri su 25, il Presidente del Consiglio, due vicepresidenti, tutti i ministeri chiave, i due gruppi parlamentari più grandi e non si è assunto alcuna responsabilità per i risultati del Governo Prodi, tentando di scaricare tutto sugli alleati (per la verità non tutti, visto che Di Pietro che ha rappresentato uno dei maggiori fattori di instabilità del governo, ha la lista collegata col Pd). Questo non è decoroso. Ogni volta che la Sinistra ha provato a fare qualcosa di più, sui salari, sul precariato, sui diritti civili, sulla ricerca, ha trovato nel Pd un muro. Perché ora dovrebbero essere credibili i mirabolanti annunci?”.
Ieri la Sinistra-L’Arcobaleno, il soggetto unico a sinistra del Pd su cui lei ha tanto investito, ha presentato il suo programma. Parola d’ordine: “Fai una scelta di parte”. Crede veramente che il paese abbia voglia di fare una scelta di parte? Di sentirsi e quindi di definirsi di destra o di sinistra?
“Ma lei ha chiaro qual è l’etimologia della parola “partito”?”.
Vuol dire “di parte”.“Viene esattamente da “parte”. In una democrazia matura nessun soggetto rappresenta il tutto. E’ una patologia che qualcuno lo pensi. Quanto alla distinzione in “destra” e “sinistra”, si tratta di una delle cose politicamente sensate che valgono da un paio di secoli e che non sono tramontate. Sostituirle con categorie insignificanti - tipo vecchio/nuovo , moderno/antico - è un’autentica truffa. Può dar luogo anche a rappresentazioni suggestive, ma dice poco o niente della vita e del mondo reale”.
Quali sono i punti forti di questo programma su cui punterete?
“Rimessa in valore del lavoro umano e dell’ambiente naturale. Libertà delle persone, il che comporta difesa integrale della laicità dello stato. Lotta senza quartiere contro la corruzione e le mafie. Disarmo e strategie di pace e di cooperazione internazionale”.
Parlate anche di lotta alla precarietà e aumento delle retribuzioni. Con quale copertura finanziaria pensate di farlo considerando che la congiuntura economica internazionale è e sarà pessima?
“Scusi ma lei fa a me questa obiezione?! Qualcuno ha fatto un qualche studio sui dodici punti da trasformare in leggi annunciati dal Partito Democratico? Io mi sono fatto fare una ragionevole stima: trattasi, a occhio e croce, di 40 miliardi di euro di nuove spese, e di realistici risparmi di 4 miliardi di euro”.
Quindi è impossibile?
“Forse, quando si parla di risorse occorrerebbe non trascurare il punto essenziale: la disuguaglianza. L’Italia, come dimostrano tutti gli indicatori, è diventato negli anni uno dei paesi più diseguali del mondo. Il 10% delle famiglie possiede il 45% della ricchezza. E’ cresciuta l’area della povertà assoluta e relativa, i salari sono precipitati agli ultimi posti in Europa, sono precipitate le condizioni di vita di una parte grande delle classi medie. Bisogna intervenire”.
Come?“Con politiche redistributive forti per ridurre la disuguaglianza, e per ritornare dall’attuale “repubblica fondata sulle rendite” alla “repubblica fondata sul lavoro” “.
Veltroni ha definito il Pd “il partito del lavoro”: ha candidato il numero 1 della Confindustria giovani e l’operaio sopravvissuto della Thyssen-krupp. L’economista Ichino e l’impiegata di un call center.
“Non mi scandalizzano le candidature in sé. Ma le candidature più le idee che l’accompagnano: per esempio quella che l’imprenditore e l’operaio sono entrambi lavoratori. E’ vero che l’imprenditore è un lavoratore, ma non è vero il contrario, perché di mezzo c’è il piccolo dettaglio che si chiama il capitale”.
Intende il plusvalore?
“I dati sono noti: il lavoro operaio e dipendente è numericamente cresciuto, ma un’enorme quota di ricchezza prodotta si è spostata dai salari ai profitti e alle rendite. Siamo tornati ad una quota del Pil destinata ai salari pari a quella della fine degli anni cinquanta, prima del boom”.
Gli imprenditori non hanno investito in innovazione e ricerca?
“Assolutamente no. Le imprese italiane su questo punto sono molto indietro a quelle europee. Una parte grande di questo fiume di soldi è andato ad alimentare quello che Ricardo, uno dei padri dell’economia classica inglese, chiamava “consumo signorile”.
Anche a sinistra c’è chi ha la barca…
“Non intendo solo una barca. Parlo di automobili, gioielli, case di lusso, prostitute… se non si spezza questo diabolico meccanismo l’Italia è perduta”.
Il Pd si è disfatto del fardello comunismo ma gli scoppia in casa la questione laica. Come finisce tra Binetti e Bonino?
“E chi lo sa! So che la Bonino è a favore dell’abrogazione del Concordato, è contro la legge 40, è a favore dell’eutanasia. Non sarà facile”.
Ha visto: Veltroni definisce quelle della Chiesa su temi come la famiglia “sollecitazioni e non ingerenze”. Cosa ne pensa?
“Naturalmente definire quelle della Chiesa attuale “sollecitazioni” è un discreto eufemismo. Io sono a favore della più totale libertà religiosa e del più incondizionato diritto alla parola della Chiesa, come mi pare di aver dimostrato nel caso della visita del Papa alla Sapienza. Guai però a dimenticare che i diritti della chiesa nella repubblica italiana si esercitano nel quadro dell’articolo 7 della Costituzione. E oggi mi pare che siamo davvero all’ingerenza, nella politica e nel processo di formazione delle leggi”.
Veltroni in bus Berlusconi in camper, voi?
“Noi a piedi. On the road”.
Ha mai pensato che Nichi Vendola, il governatore della Puglia, potesse essere un candidato più a sorpresa e quindi più vincente rispetto a Bertinotti?
“Bertinotti è una forte personalità e sta facendo benissimo. Nichi Vendola avrà un grande peso nella costruzione della sinistra unita”.
Tra voi e il Pd è un divorzio per sempre?
“No, in futuro spero un’alleanza. Ma questo comporta ora una competizione”.
Qualcuno sta rinunciando a Sinistra democratica per cercare qualche posto nel Pd. Cosa dice a Olga Di Serio, a Crucianelli, a Nerozzi e a chi l’ha lasciata?
“Che meditino sulle cose dette e scritte da loro medesimi in tutti questi anni, almeno dal Congresso di Pesaro dei Ds del 2001″.
Me lo consenta alla fine dell’intervista: ha sentito D’Alema in questi giorni?
“Sì, mi ha chiamato. Abbiamo parlato del trapianto. Mi ha fatto molto piacere”.

venerdì 7 marzo 2008

Addio a Raul Reyes, il diplomatico che lottava con le armi e con l'ironia

Addio a Raul Reyes, il diplomatico che lottava con le armi e con l'ironia
Un articolo di Ramon Mantovani su Liberazione del 6 marzo 2008

Il compagno, il comandante, Raul Reyes è morto. Il governo colombiano del mafioso Uribe ha così consumato la propria rappresaglia per la recente liberazione unilaterale da parte delle Farc di quattro prigionieri di guerra. Ed ha così confermato di essere un grave fattore di instabilità in America Latina, per conto del governo statunitense, come dimostra l'attuale crisi diplomatica fra Colombia, Ecuador e Venezuela. Ma non sta a me sviluppare altre considerazioni politiche.In questo momento, per me, di profonda tristezza e di rabbia, nel quale affiorano, nella memoria, tante cose politiche e personali, voglio solo ricordare Raul raccontando alcuni episodi. Dico Raul e non altri nomi, perchè non ci sono prove che la compagna Olga Marin sia davvero caduta con il gruppo che Raul comandava. Spero sia viva e di poterla incontrare ancora, un giorno, per parlare con lei di politica e di vita, per ore e ore, come abbiamo fatto tantissime volte in diversi paesi dell'America Latina, in Europa e in Italia. Come abbiamo fatto nei congressi e alle feste di Rifondazione ai quali, quando ha potuto, non è mai mancata. Leggi l'articolo intero

martedì 4 marzo 2008

Bertinotti: solo noi a volere un cambio radicale



Bertinotti: solo noi a volere un cambio radicale Dal candidato della Sinistra una svolta nella campagna elettorale Duro col Pd che candida «falchi padronali» e autocritico su Prodi


Si, il clima della campagna elettorale è cambiato. E ad interpretare questo mutamento di senso e di intensità, intanto, è la novità che si è prodotta a sinistra, appunto la Sinistra Arcobaleno. Erano lo stesso tono, lo stesso stile oratorio, la stessa passione del suo candidato premier, Fausto Bertinotti, a segnalarlo nel discorso tenuto domenica nel teatro Ambra Jovinelli traboccante di partecipanti, davvero diversi fra loro. E ancora Bertinotti, di questo cambiamento della competizione politica, ha dato conto, analiticamente, ieri sera nel confronto con Pier Ferdinando Casini a Porta a Porta . Ha infatti risposto a Bruno Vespa che per quanto riguarda la sinistra «sì, è cambiato il nostro approccio nei confronti del Partito democratico e di Veltroni». Perché dopo che lui stesso, Bertinotti, aveva fatto appello per «bandire la logica dei "fratelli-coltelli"» e misurarsi con il programma piddino «sull'efficacia delle proposte di alternativa alle destre», dopo questo è arrivato altro: proprio per mano del Pd, "in concorso" con il Popolo delle libertà berlusconiano.Anzitutto la «scelta», convergente, di agire «un sistematico martellamento» diretto a «ridurre l'immagine della competizione ad un duopolio». Ma poi, prima Berlusconi e poi Veltroni hanno deciso di brandire la «truffa», il «messaggio illiberale» del «voto utile». E dal Pd, con le dichiarazioni di Anna Finocchiaro «mai smentite da Veltroni», si è arrivati a «fare appello a votare solo uno dei due maggiori partiti, suggerendo che votare per il Pdl sarebbe al limite preferibile a dare il voto alla Sinistra e perciò spingendosi a sollecitare un tradimento del proprio stesso campo». Dunque, sì: la sinistra ha a sua volta cambiato tono. Per una ulteriore causa scatenante: ed è che il Pd ha esibito il fondamento profondo di questo accanimento, di questa pulsione escludente verso sinistra, che sta nella riproposizione d'un «pensiero unico» sulla società. E' emerso definitivamente con la conferma della candidatura del «falco padronale», il presidente di Federmeccanica, il rappresentante dei «discendenti di Valletta».D'altra parte, è la realtà stessa a premere la campagna elettorale. Uno sfondo che si macchia di sangue a sprazzi, dietro il velame di messaggi di fuoriuscita da ogni concezione del conflitto sociale, da ogni denuncia del «sistema di dominazione» che così si propone di lasciar riprodurre «all'infinito», come Bertinotti ha gridato domenica all'Ambra Jovinelli. Lo gridava, là, facendosi soprendere con la voce strozzata in gola a ricordare il 39enne «operaio e compagno» Fabrizio Cannonero, morto a Genova «camallo tra i camalli» e soprattutto morto proprio come suo padre. E Bertinotti ha dovuto ripeterlo ieri sera, davanti alle telecamere Rai di Vespa, per commentare il fatto del giorno, piombato sull'inizio della trasmissione come uno squarcio di verità: la nuova strage del lavoro, di dimensioni paragonabili a quelle della Thyssen torinese, stavolta all'altro capo del Paese, in quella maledetta cisterna di zolfo a Molfetta. Un coro tragico che la Sininistra Arcobaleno cerca di raccogliere e, comunque, sola può farlo: come Bertinotti ancora domenica sottolineava, alzando la voce nella rivendicazione che è «la vera novità» è questo «soggetto unitario e plurale fondato sulla condivisione della critica radicale al modello economico e sociale».Così è di nuovo solo con la sola sinistra, Bertinotti, a invocare dopo la strage di Molfetta la risposta più semplice e immediata, che dovrebbe essere atto dovuto d'una politica pubblica, del governo e dello Stato: la convocazione immediata, stamattina stessa, d'un consiglio dei ministri straordinario per «approvare in via definitiva i decreti attuativi della nuova normativa per la sicurezza sul lavoro». E, poi, solitudine anche nel pretendere ciò che ugualmente dovuto sarebbe da parte del servizio pubblico: di nuovo oggi stesso, stasera, la «trasmissione in prima serata d'un film, uno qualunque, sui morti sul lavoro» - e Bertinotti fa l'esempio di quello di Daniele Segre - per «dare uno choc al Paese, far vedere questa realtà inaccettabile».Ma Bertinotti ricorda che «politiche» sono le «responsabilità» anche in questo «dramma»: che dalle «politiche del lavoro» deriva, anzi dalle «politiche economiche e sociali», ossia sul mercato del lavoro come sull'organizzazione produttiva, con le quali si è «trascinato il Paese in uno sforzo di competizione basato sull'abbattimento dei salari, sulla regressione dei diritti e sulla flessibilità». Dunque, per rispondere davvero a e di quei morti, è queste politiche che «bisogna cambiare».E così il discrimine tra sinistra e «riformismo non di sinistra», come Veltroni ha detto a El Paìs , è rilevato nella sua maggiore profondità: o almeno lo è quello tra sinistra e «un centrosinistra che guarda al centro», che Bertinotti all'Ambra Jovinelli domenica ha concesso come la «più ottimista» definizione del Pd. Un «centrosinistra» la cui deriva verso destra nell'asse generale della politica e della concezione della società, pure, non è irreversibile, ma ad una sola condizione: che sia fatta forte e sia così fatta valere una sinistra, unico fattore di «possibile inversione» in futuro anche dell'orientamento piddino.Non solo per il lavoro, non solo per «la classe», pur intesa nel senso più esteso e rinnovato che fornisce la chiave di lettura della «precarietà», scandagliata domenica da Bertinotti «fuori da un certo economicismo» della tradizione del movimento operaio, in una visione persino «antropologica» e «globale», che guarda al «deposito dei movimenti di Seattle e di Genova», alle nuove generazioni politiche invitate direttamente ad «occupare» il «nuovo edificio da costruire» a sinistra.Nella più distesa circostanza della comunicazione con la platea dell'Ambra Jovinelli, dopo l'introduzione di Patrizia Sentinelli tornata nei combattivi panni di candidata romana da quelli di viceministra degli Esteri e dopo gli appassionati interventi a tutto campo, nel campo delle lotte, di quattro figure come uno studente medio, una dipendente precaria del Comune, un universitario e un'attivista ecologista sul territorio, il candidato premier della Sinistra Arcobaleno ha offerto questo «strumento» ad un ben più vasto spettro di «domande e soggetti di liberazione». Quelle che pure formavano la vasta «domanda di cambiamento» cui Bertinotti ammette, con nettezza, «non siamo stati capaci di rispondere» con l'esperienza dell'Unione e del governo Prodi.Domande che restano e che hanno trovato nel frattempo i loro percorsi di «resistenza» e i modi di «esprimere ricchezza». Dalle «donne» e dalla loro «libertà necessaria», alle nuove «figure della cittadinanza» che sono i migranti come le «libere scelte di orientamento sessuale», gay, lesbico, transgender che sia. Dalla difesa dei territori alla ricerca culturale e artistica, all'azione critica dei e sui saperi.Appunto, l'Arcobaleno di tutti i colori del prendere parte. E, intanto, almeno un'altra campagna elettorale è possibile.